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Sabine
Middelhaufe
Questo
sito,
battezzato "HUND & NATUR" ossia "Cani da caccia
& Natura", nacque dalle tre passioni della sua
creatrice Sabine Middelhaufe: i cani da caccia, la natura e l'editoria. La vita coi cani, la loro osservazione
e comprensione iniziò seriamente nel 1977 quando la ventenne
stava studiando all'università di Amburgo e prese
il suo primo cane:
Jessica, una Cocker Spaniel roana blu. Nel 1980 arrivò,
come regalo di laurea in architettura, il secondo cane: Jana,
una Springer Spaniel Inglese tricolore.
Sabine continuò a studiare presso l'università
di Amburgo le materie che più le interessavano (teologia
e filosofia), ma ormai la sua vita era "infetta dal virus
canino". Il secondo studio universitario ben presto diventò
nel vero senso della parola secondario - perchè quello
che ora contava più di tutto il resto era di osservare,
filmare, fotografare e protocollare il comportamento dei
cani:
suoi e altrui. |
Nel 1983 uscì il suo primo libro, essendo anche la
prima monografia, in lingua tedesca,
dello Springer Spaniel Inglese. All'inizio del 1984 il
terzo
cane allargò la sua famiglia canina: Gina,
una Setter Gordon. Intanto Sabine aveva scritto altri libri
sui cani, e un bel giorno l'austriaco Eberhard
Trumler, detto anche "il Papa dei cinofili",
chiese la sua collaborazione nella stazione di ricerca della "Gesellschaft
fuer Haustierforschung", presieduta da Konrad Lorenz.
Così, verso l'autunno del 1984, Sabine, con Jessica,
Jana e Gina, presero residenza nella stazione e cominciò il
lavoro di ricerca scientifica. In quei tempi la stazione
ospitava circa 100 capi fra cani selvatici e cani paria,
e oltre
a filmare e protocollare la loro vita quotidiana, Sabine
e le sue tre cagne britanniche da caccia avevano anche un
altro
compito: tentare di integrare Alyscha, una cucciola
d'incrocio lupo+levriero nel branco-famiglia.
Sabine continuò a scrivere libri su diverse razze da
caccia e, una volta finito il lavoro per la società di
Konrad Lorenz, si trasferì con i suoi tre cani da caccia
in Toscana, dove proseguì la ricerca sul comportamento
evolutivo del cane domestico, documentato in vari articoli
in
diverse riviste cinologiche tedesche, svizzere ed italiane.
I libri di Sabine ormai sono stati tradotti in olandese,
finlandese, portoghese, spagnolo, ungherese e ceco.
Verso la fine del 1993 ritornò in Germania e, l'anno seguente,
diventò vice capo redattrice della HUNDE REVUE,
allora una delle più grandi riviste cinofile tedesche. Ma per poter realizzare la ricerca pratica sui Segugi Italiani,
già nella primavera del 1995 ritornò in
Italia col suo giovane cane da seguita Jonas e la cucciola di Springer Spaniel Inglese Giada, questa volta in Lombardia, dove continuò a scrivere
per riviste cinofile ed iniziò come free-lance in una casa editrice italiana.
Oggi
vive
in provincia di Pavia, filma e produce DVD sui cani da caccia e collabora regolarmente con le riviste Cani da Seguita, Cani da ferma e da cerca, Jagen Heute (Austria), Die Jägerin (Austria), Schweizer Hundemagazin (Svizzera) e Deutsche Jagdzeitung (Germania). Il suo attuale compagno canino è Julian, uno splendido Bracco Italiano. |
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Giuliano Mondadori www.canidafermaedacerca www.canidaseguita
59 anni, mantovano di nascita e di origini famigliari ma milanese d'adozione, vive a Garbagnate Milanese (Mi). Giornalista pubblicista, nel 1998 ha iniziato a collaborare con la rivista "Sentieri di Caccia" occupandosi principalmente di cinofilia.
Nel 2000 ha ideato e dato vita, per conto della stessa casa editrice, alla testata "Cinfofilia Venatoria", in seguito fusasi con la "Gazzetta della Cinofilia".
Nel 2005 ha fondato la casa editrice Artemide snc. e dal 2006 è Direttore Responsabile di "Cani da Seguita" e, dal 2008, anche di "Cani da Ferma & da Cerca", bimestrali d'informazione cinofila. Appassionato della razza, fino al 2005 ha allevato amatorialmente Setter Irlandesi, con l'affisso "Rossoferrari", vantandosi di produrre soggetti |
Federico
Chelini www.spanieltedesco.it
Nato nel 1974 in Toscana, da sempre amante della
natura e della caccia, ha cominciato all’eta’ di nove anni al seguito di suo padre e suo
nonno ad avvicinarsi all’arte venatoria.
Oggi vive sempre in Toscana nello
stupendo golfo di Follonica (GR), ha un' attività commerciale che purtroppo
gli lascia poco tempo da dedicare ai suoi cani. Federico descrive per noi
le sue esperienze
con il Wachtelhund in Italia. |
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Gian
Carlo Perani www.terrealliane.it
nato nel 1953 in Lomellina, provincia di Pavia, nella “terra Alliana”, come la definì Plinio il Vecchio, accompagnava suo padre nelle numerose uscite di caccia imparando già in giovane età la nobile arte venatoria, nel rispetto della natura e delle sue leggi. Racconta: "Bracchi e Spinoni erano di casa, peli ispidi e cornei o morbidi e untuosi accarezzavano le mie giovani dita e i miei occhi si perdevano in quei profondi e innamorati delle numerose “Dolli” e dei tanti ”Tom”. Poi crebbi e qualche distrazione di gioventù, per i primi permessi di caccia, mi permise di possedere Setter Irlandesi, Epagneul Breton, Bracchi Tedeschi e persino Bracchi Francesi del tipo che van di moda ora in Italia, leggeri e veloci, ma dopo qualche anno tornai al Bracco per eccellenza, quello di Italica origine, per antica e paterna usanza. Beccaccinista per logica conseguenza, visti gli ambienti della bassa pavese, ma anche frequentatore dei numerosi
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boschi che un tempo popolavano la mia meravigliosa terra e perciò anche dedito alla caccia del fagiano e della beccaccia nei tempi suoi. Cominciai ad allevare e arrivarono i primi successi, poi l’affisso rilasciato dall’ENCI nel ’94 con la denominazione “delle terre Alliane”, poi la proclamazione dei primi Campioni sino ai giorni d’oggi, nei Bracchi che oggi vincono nei rings di tutto il mondo scorre sangue del mio allevamento, in pratica il padre di quei soggetti così celebrati è un cane mio, anche se la stampa specializzata non ne parla, basta leggere i certificati, così in molti dei soggetti che corrono in prove, e ancora la lista si allunga, se le possibilità fisiche e finanziarie mi permetteranno di poter continuare, ho intenzione di produrre sempre di meglio, perché è compito non solo statutario di ogni allevatore, ma, nel caso mio vero amore per la razza. Da 5 anni circa risiedo definitivamente in Puglia, nel Brindisino e in zona mi dedico alla caccia della beccaccia che in zona sverna numerosa e della quaglia anch’essa migratrice che durante alcuni anni invade letteralmente le campagne."
Gian Carlo presenta qui il ritratto del Bracco Italiano,
le sue Osservazioni
sull'andatura del cane e sul colore: Arancio
non è, marrone nemmeno , I difetti da squalifica del mantello del Bracco Italiano, I geni del colore del mantello nel cane inoltre parla dell'allevamento del Bracco Italiano per la caccia e le prove.
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Franziska
Kokemor
nata in Svizzera nel 1969, è cresciuta con alcuni Cocker Spaniel e meticci di
Dachsbracke (segugio tedesco) e non può nemmeno
immaginar una vita senza cane.
Franziska iniziò il suo studio universitario a Berna
e lo terminò con il titolo di Magister artium in
storia dell'arte e germanistica in Germania dove vive
dal 2003 con
suo marito. I tre cani che fanno parte della famiglia
sono i Pointer Harry e Ezequiel e l'incrocio
di Pointer, Tina; tutti e tre provengono dalla protezione
degli animali in Spagna. Franziska ha scritto per voi
il ritratto
del Pointer. |
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Sandra
Jung
è nata
nel 1971 a Krefeld (Germania) e fa la pasticciera. I suoi
cani sono Ayko, meticcio di Bracco tedesco a pelo
corto trovato da cucciolo in una discarica spagnola, e la
pointer Carine che proviene dalla protezione de-gli
animali in Grecia.
Dal 2005 Sandra va a caccia e naturalmente addestra lei
stessa i suoi compagni quattrozampe. La sua passione? I cani
e la natura!
Sandra ha scritto l'introduzione
ai cani da ferma e un testo introduttivo ai metodi di caccia più diffusi in Germania. |
Paolo
Andrea Sangiorgi
è
nato nel 1967 a Pavia e attualmente impiegato presso
uno
studio di consulenza. Fin da bambino ha sempre cercato
di praticare la campagna il più possibile
per il suo viscerale interesse verso le specie animali.
Durante gli studi si è inizialmente avvicinato alla
caccia fotografica e al bird- watching. Dopo
il servizio di leva, invece, ha conseguito la licenza
di caccia,
e da allora questa sua passione è diven-tata
una "missione"... Dopo un periodo col Pointer
ha deciso di fare il grande passo, e da allora è sempre
accompagnato dai suoi fedeli e insostituibili Deutsch
Drahthaar.
Paolo descrive qui le sue esperienze
con il Deutsch Drahthaar, ovvero il Bracco tedesco
a pelo forte. |
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Flavio
Fusetti www.ilbraccoitaliano.it
Allevatore e possessore di bracchi
italiani da una trentina d'anni ha ereditato dal padre,
cacciatore di altri tempi, la passione per i cani da
ferma continentali. Dalla fine degli anni '80 partecipa
attivamente
alla vita della S.A.B.I. Attualmente è Consigliere della
Società Specializzata ed ha la responsabilità di mantenere
i contatti con
i soci esteri.
Dal
mondo del Bracco Italiano - intervista con Flavio Fusetti. |
Emanuele
Nava
studente universitario laureato in economia aziendale, è nato
nel 1984 a Seregno (Mi) città dove
ha vissuto fino al 2000, anno in cui ha scelto di trasferirsi
con la famiglia sulle colline del Monferrato per poter
vivere maggiormente a contatto con la natura. Da sempre
appassionato
di animali, ama in modo particolare i cani e i cavalli.
I cani che maggiormente lo appassionano sono i segugi,
con
cui vive
praticamente da sempre. La forma di caccia preferita è la
caccia alla lepre, una passione che in famiglia si tramanda
ormai da tre generazioni. Emanuele ha iniziato a dedicarsi
a questa forma di caccia fin da bambino, accompagnando
il padre Federico (appassionato cacciatore con più di
40 anni di esperienza alle spalle) durante gli allenamenti
e le battute
alla lepre. A 19 anni la prima licenza e da allora tante
soddisfazioni, e nuove sfide ogni stagione per cercare
di migliorarsi sempre…
Emanuele
ha scritto per voi Segugi e cani
per pista di sangue - introduzione e il portrait
del Segugio Italiano. |
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Carola Hannweg-Kreßwww.cornerhill-basset-hound.de/
vive con la sua famiglia che include, oltre a marito e figli, Emmely, la femmina di Bracco di Weimar, Lea-Lotte e Amanda, due femmine di Basset Hound, vicino a Nurimberga, dove porta i suoi cani regolarmente a caccia. Pochi anni fa Carola ha realizzato il suo grande sogno: l'allevamento di Basset Hound (affisso "Cornerhill"). Ora la ex dirigente di un asilo nido si dedica completamente alla sua passione, l'addestramente e l'allevamento dei Basset e condivide le sue esperienze pratiche tramite i corsi del Basset Hound Club tedesco. Per voi Carola ha scritto: Lavoro sulla pista di sangue con il Basset Hound, e esperienze con il Basset. |
Marion Deiwickwww.toller-hund.de
nata nel 1967 in Germania, già da bambina amava gli animali e specialmente i cani. Grazie al Vizsla di famiglia che suo marito conduce come cane da soccorso, anche Marion cominciò ad interessarsi seriamente di questo lavoro. Dall'estate 2006 si occupa inoltre dell'addestramento del loro Nova Scotia Duck Tolling Retriever
per il mantrailing. Marion vive dal 1984
a Berlino, dove lavora come impiegata nel settore medicina.
Potete leggere il suo breve ritratto del Nova
Scotia Duck Tolling Retriever e le sue esperienze con il "Toller".
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Reino
Toivanen www.kolumbus.fi
andava a pesca e a caccia già da bambino e sparava la sua prima lepre a 12 anni - con la munizione fatta in casa. Fino al 1995 i suoi cani erano segugi finlandesi, poi vide un Drever sulla pista della lepre e ne rimase molto colpito. Oggi è fra i più noti allevatori di Drever in Finlandia. Anche i suoi figli, Jukka e Minna, fanno i cacciatori, e Minna alleva Drever e Segugi russi. Reino ama i cani e la natura, e come dice lui stesso, stare seduti lì ascoltando il silenzio, percepire la propria piccolezza al confronto della natura è una cosa a cui lui e sua moglie Eeva non vogliono mai rinunciare. Reino ha scritto il ritratto del Drever e racconta di una giornata A caccia in Finlandia con il Drever.
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Ute
Schäfer www.krambambulli.de
nata nel 1955 ad Amburgo e cresciuta con una varietà di Bassotti, Setter e Cocker Spaniel, prese come primi cani propri due meticci di cane da pastore. Nel 1998 entrò in casa Dandy, maschio di Weimaraner a pelo raso che Ute addestrò per la ricerca e il riporto di oggetti specialmente dall'acqua. Poi, nel 2006 arrivò Jolie, femmina di Bracco francese proveniente dalla protezione degli animali francese che è protagonista del testo Esperienze con il Bracco francese tipo pireneo.
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Dirk Vesper
nasce nel 1967 a Duisburg (Germania). Nella sua casa paterna erano sempre presente, e ci sono fin oggi, i Piccoli Bracchi del Münsterland, ma il suo primo cane Dirk lo prese solo nel 2006. Era Finn, un Bracco tedes-co a pelo raso proveniente dalla protezione degli animali spagnola che nell'ottobre 2007 superò, insieme al suo nuovo padrone, con successo la prova di adeguatezza alla caccia pratica. Già nell'aprile dell'anno arrivò una compagna per Finn, vale a dire Abby, la femmina di Vizsla. Ma era grazie a Finn che Dirk conobbe un cacciatore e addestratore esperto che svegliò in lui l'interesse per la caccia e la decisione di prendere la licenza. Quando Dirk non allena o addestra i suoi cani, o pratica sport come Hockey, Speedskate e Walking, lavora come informatico in una grande azienda produttrice di acciaio. Dirk ha scritto il ritratto del Magyar Vizsla: |
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Bruno Modugno
è un’icona della caccia italiana. Giornalista e scrittore, autore televisivo e regista, si occupa da 40 anni di problemi venatori indagando sui versanti biologico- etico e antropologico della caccia riuscendo a contrastare con vigore e con valide argomentazioni culturali, sui giornali, come in televisione e nel mondo della politica, le campagne anticaccia che a partire dagli anni ’70 hanno inutilmente dilaniato la società italiana. Dal 1980 al 1992 è stato responsabile |
dell’immagine dell’UNAVI ed ha partecipato in prima persona alle battaglie per la difesa della caccia contro 24 referendum regionali e nazionali. E’ responsabile della Commissione Etica e Informazione della Delegazione italiana del Conseil International de la Chasse et de la Conservation du Gibier.
Per 20 anni è stato membro del comitato di direzione della rivista Diana. Ha fondato e diretto per quattro anni il mensile Caccia +. Dal ’97 al 2002 è stato direttore editoriale del Canale monotematico Seasons (bouquet Tele+) ed autore e conduttore delle due rubriche settimanali “Storie di Riva e di Bosco” e Le Nostre Stagioni. Dal 2004 è autore e testimonial del Canale monotematico Caccia e Pesca (bouquet Sky) e autore e conduttore delle due rubriche settimamanali Parliamo di caccia” e Andiamo a caccia. Pratica soprattutto la caccia agli ungulati (al cinghiale, in battuta; al camoscio, capriolo e cervo con la carabina di precisione), ma anche alla penna col cane da ferma. I suoi teatri di caccia sono le Maremme e le montagne del Tirolo. Modugno vive e lavora a Roma. Leggete qui il suo servizio Questa è la caccia. |
Ivan Carighini
Classe 1981, cinofilo e cacciatore, vive e lavora a San Marino dove è membro del consiglio direttivo dell’ASCA (Associazione Sammarinese Caccia e Ambiente) associazione specialistica per la caccia sostenibile e la gestione del territorio, valori che reputa indispensabili per la caccia dell’era moderna.
Grande estimatore dell’epagneul breton che alleva e addestra a livello amatoriale con grandissima passione. Qui racconta le sue esperienze con l'Epagneul Breton. |
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Sergio Leonardi www.maremmanoesegugi.it
abita a Rosignano Solvay, (Livorno) tecnico industriale, cacciatore con licenze di caccia sin dagli anni ‘60, cinofilo da sempre, pratica la caccia al cinghiale ed è giudice per cani da seguita su cinghiale della Federazione Italiana della Caccia, Fidasc, Pro-Segugio, iscritto all'albo dei delegati ENCI per le specializzazioni di: Prove per cani da seguita - Prove per cani da ferma. Nella veste di giudice ha giudicato prove di lavoro provinciali, semifinali, e finali nazionali dove ha potuto assimilare tecniche e doti delle varie razze da se-guita, specie il segugio maremmano che per tradizione è di casa. Sergio è l'autore del libro Conoscere il Segugio Maremmano di cui ci ha messo a disposizione un estratto per la rubrica Esperienze con il Segugio Maremmano. Inoltre ha scritto il ritratto del Segugio Maremmano, Le caratteristiche Tecni-che del Segugio Maremmano e risponde alla domanda Il |
Danilo Rebaschio www.allevamentodelloltrepo.it
nasce a Bressana Bottarone (PV) nel 1957, e fin dalla tenera età il suo gioco preferito era la com -pagnia del cane da caccia del nonno. Poi comincia a seguire il nonno e il padre a caccia e da lì pian piano si appassiona a tutto ciò che il mondo venatorio offre. Passa qualche anno e la presenza del cane comincia a diventare più importante dell’attività venatoria. Abitando nello stesso paese di Rino Vigo, importante addestratore cinofilo, spesso andava a vedere all’opera il maestro mentre preparava i suoi ausiliari. Una sera arriva la proposta di entrare in attività con Rino, e Danilo lavora con il maestro per ben sei anni. Nel 1985 continua da solo acquisendo come allevatore l’affisso Enci “dell’Oltrepo’”. Gli anni trascorrono e il mondo cinofilo fa sempre più parte della sua vita professionale, con quell’entusias -mo di sempre che lo stimola a nuove conoscenze e nuovi traguardi in materia. Leggete qui il suo servizio Come addestrare il cucciolo continentale, Bracco Italiano e Spinone - due razze, un profilo e Bracco e Spinone - le loro caratteristiche venatorie |
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Gabi Brainin
nata nel 1953 in Austria ha vissuto in campagna, circonda ta da tanti animali fino al diploma. Durante l'università ha studiato un anno a Firenze e si è successivamente trasferita a Vienna dove vive e lavora come architetto libero professionista. Dal 1985 convive con Thomas, antiquario nato nel 1960. Nel suo articolo Vogliamo solo guardare. Ovvero come si arriva ad avere un Bracco Italiano in casa descrive l'arrivo, del tutto imprevisto, del loro cucciolo.
"Come prova," dice Gabi, " che non prendiamo sempre delle decisioni cosi spontanee come nel caso della cucciola Gioia va detto che ci siamo sposati solo nel 2006...!"
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Timm Brahms (B.sc.)
Nato nel 1987 nella Frisia orientale (Germania) è cresciuto in una famiglia di cacciatori che apprezzavano come ausiliari, in questa zona puramente da selvaggina minore, razze come Terrier, Drahthaar, Kurzhaar, Piccolo Münsterländer e Bassotto. Nel 2003 Timm seguiva la tradizione di famiglia e facendo parte di un gruppo di suonatori di corno da caccia; l'anno dopo conseguì la licenza di caccia. Durante questo periodo ha potuto raccogliere una bel po' di esperienze venatorie avendo la fortuna di partecipare regolarmente a diversi tipi di caccia in tante parti della Germania.
Nel 2009 Timm ha concluso con il titolo di Bachelor of Science (B.sc.) gli studi di Scienze Forestali ed Ecologia Silvestre e studia attualmente „Risorse naturali ricrescenti ed Energie rinnovabili“ presso l'università di Goettingen che lo porterà ad ottenere il titolo di Master of Engineering. In questo suo articolo A caccia con il Wachtelhund (Spaniel Tedesco) racconta le sue esperienze con questa razza da cerca. |
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Antonello D’Arrigo
nasce ad Asti nel 1956 ed attualmente è funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Reggio Calabria.
Da sempre amante dell'attività venatoria che ha esercitato sin da bambino accompagnando il padre ed il nonno nelle loro interminabili battute di caccia.
Iniziato alla selvaggina migratoria si è avvicinato al mondo cinofilo seguendo le prestazioni di un grande Kurzhaar in mano ad un amico del padre.
Trasferitosi in Calabria nell'anno 1985, ha iniziato a praticare la caccia alla beccaccia nei vasti e stupendi territori siti nel cuore dell'Aspromonte (ora purtroppo Parco Nazionale) accompagnandosi prima con i Drahthaar, quindi con i Bracchi Italiani e dalla fine degli anni '90 definitivamente con i suoi amati Spinoni. |
Amante delle prove cinofile, partecipa ai vari raduni organizzati sul territorio nazionale dal Club Italiano Spinone all'interno del quale ricopre la carica di Delegato regionale per la Calabria. Qui da noi Antonello racconta le sue esperienze con gli Spinoni a beccacce. |
Lucio Marzano
"La mia vita cinofila é cominciata molto presto,"racconta Lucio," ero ancora un bambino quando tormentavo mio zio perché mi portasse a caccia con lui, mio zio, uomo all'antica diceva che la caccia é una passione che bisogna avere dentro e per verificare questa passione, mi faceva alzare ancora di notte e condurre i cani (segugi) e a fine caccia, dovevo andarli a riprendere se non erano rientrati, poi, finalmente uscivamo col cane da ferma, un vecchio bracco di nome Napoleone, che era il mio grande amore. |
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A sedici anni mi regalò il mio primo cane da ferma, un setter irlandese che avevo scelto per i magnifici colori, ma poi come cane da caccia fu una grande delusione. Allora, all'età di sedici anni, con la prima licenza di caccia arrivò anche il primo cane "serio" una setter inglese di nome Bianca, da allora per 25 ani ho cacciato, principalmente in montagna, con setter inglesi, facendo anche delle prove, con grande soddisfazione. Conobbi personaggi come Mario Marchesi, plurivincitore in coppa Europa, Mario Oltolina, un gentleman allevatore di grandi campioni e da loro imparai ad addestrare i cani e a metterli sul terreno. Avevo avuto ad un certo punto un setter di grande qualità stilistica ma pessimo riportatore, Fosca, così acquistai uno Spinone, Tom, che avevo visto riportare benissimo.
Tom mi fece capire che oltre ai setter ed ai pointer vi erano altre razze molto utili, e così iniziai con gli spinoni, acquistai Minosse, che era campione di bellezza e lo portai, grazie a Luigino Bottani, un dresseur professionista (il lavoro non mi lasciava più il tempo di addestrare e condurre personalmente come fatto per anni) anche al campionato di lavoro, ma fu un disastro in allevamento, ne uscirono cani che con lo spinone avevano poca affinità, anche qualche ottimo soggetto, ma pochi.
Cosi' passai ai bracchi italiani, Eolo, Robur, Laerte, Alboino, tutti campioni di lavoro (Robur anche campione assoluto) ed ancora oggi continuo con i Bracchi ad andare a caccia, a fare delle prove ed in piccolo ad allevare."
Lucio
presenta qui il ritratto dello Spinone, i suoi pensieri sull'argomento Tagliare la coda - la situazione in Italia, Bracchi Nobili e Bracchi Leggeri e ci spiega Chi può allevare cani di razza in Italia.
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Teija Viljanmaa Vigoroso Kennel
è nata nel 1979 a Kajaani, Finlandia, e per professione addestra cani. Durante gli ultimi 10 anni ha preparato cani per le forze armate finlandesi mentre ora addestra cani poliziotti ed insegna.
Come cacciatrice appassionata conduce e alleva Segugi Italiani. Ma Teija è anche una sportiva entusiasta di successo che si fa accompagnare dai suoi Segugi ai campionati finlandese di canicross e dai Pastori Tedeschi alle gare di sci. Per noi racconta del Segugio Italiano in Finlandia |
Loris Brunacci
nato nel 1982, appassionato di Segugi del Giura e caccia al cinghiale, vive in una Frazione Montana di Assisi (PG) dove possiede insieme ai suoi familiari una piccola azienda agricola.
Geometra di professione in un’impresa di costruzioni, sempre a contatto con la natura e da sempre appassionato di caccia al cinghiale con i cani, ha il sogno della muta perfetta e del cane bello e bravo.
Qui condivide con noi le sue esperienze con il Segugio del Giura. |
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Antonio Lucio Casamassima www.dicasamassima.it
nasce nel 1956 a Mottola (TA) dove attualmente vive e lavora.
Cinofilia e caccia fanno parte della tradizione di famiglia; fin dall'infanzia assisteva affascinato al rito della ricarica delle cartucce e alla pulizia dei fucili, gioendo all'arrivo di un nuovo cucciolo che arricchiva la già numerosa schiera degli ausiliari: Bracchi, Setter, Cocker.
Da ragazzo seguiva i "grandi" di casa nella caccia autunnale alle beccacce, in quella primaverile agli acquatici, in quella estiva alle quaglie.
Con la licenza di caccia ed il primo fucile, sceglie la razza: il Bracco Italiano... razza che non ha mai tradito e che non cambierà mai.
Il primo Bracco Italiano con le carte in regola (pedigree) arriva nella seconda metà degli anni 70, un bel bianco arancio melato di nome Gheri dei San |
chi; seguiranno altri arrivi "bracchi" e le prime cucciolate, nel '92 la concessione - da parte dell'EN CI e della FCI - dell'affisso d'allevamento "Di Casamassima".
Ad oggi si sono laureati:
n. 1 Promessa ENCI
n. 7 Campioni Italiani di Bellezza
n.
3 Campioni Internazionali di Bellezza
n. 6 Campioni Esteri di Bellezza
n. 1 Campione Italiano di Lavoro
n.
1 Campione Internazionale di Lavoro
n. 1 Campione Italiano Assoluto
n. 1 Campione Sociale
Passione braccofila e voglia d'allevare mirano all'ottenimento di soggetti dove "bello" e "bravo" vadano di pari passo.
I soggetti più rappresentativi dal 2004 ad oggi: Multi/Camp. Mosè e Morfeo di Casamassima, Multi/Camp. Zora di Casamassima (prop. Grasselli), Multi/Camp. Quasimodo di Casamassima (prop. Scevi).
Per noi Antonio racconta la storia del Bracco Italiano nel suo servizio Vivendo e cacciando con i Bracchi… ricordando e divagando. |
Edoardo Colloridi
E’ educatore ed istruttore cinofilo presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova.
Nato nel 1982 a Recanati (MC) ma trasferito a Padova con la famiglia in giovane età, è da sempre affascinato dalla natura in generale, con una predilezione per i lupi ed i cani, questi ultimi da lui definiti come “uno dei pochi nostri anelli di congiunzione con la parte più diretta, sincera ed istintiva di quella che chiamiamo Natura”.
Per potersi meglio specializzare nella sua passione, i cani, poco dopo aver ottenuto il diploma di maturità classica si trasferisce a Pisa per ottenere la laurea e il titolo di Dottore in “Tecniche di Allevamento del Cane di Razza ed |
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Educazione Cinofila” presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa, con voto finale di 95/110 grazie alla tesi di laurea in “Valutazione della capacità di attenzione sociale interspecifica selettiva del cane familiare” (indirizzata a stimare la capacità di attenzione del cane specificamente nei confronti del proprietario/conduttore e quali fattori possono influenzare positivamente o negativamente questa capacità). Al termine del suo percorso accademico riceve una borsa di studio nell’ambito del progetto di ricerca “Effetti dell’invecchiamento sulla socialità e la capacità di risposta allo stress nel cane” dal Dipartimento di Scienze Sperimentali Veterinarie della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova, dove tutt’ora lavora.
Oltre allo studio scientifico del comportamento del cane si dedica direttamente ed in prima persona alla modificazione del comportamento di cani problematici (aggressività, paura, fobie, fuga e predazione, ecc.) in collaborazione con il suo veterinario comportamentalista di fiducia, all’educazione cinofila di base, avanzata, e all’addestramento per specifiche attività. |
Svolge inoltre attività di relatore in seminari/workshop/congressi con dimostrazioni pratiche per enti pubblici come la Polizia Municipale, gli studenti di Medicina Veterinaria e per associazioni private, collaborando con allevatori, educatori e addestratori di diverse razze ed attività cinofile.
E’ raro non trovarlo compagnia del suo pastore tedesco Nikita, alla scrivania dell’ufficio come nel campo di addestramento.
Per voi ha scritto L'adozione presso un canile di un cane con o senza esperienza venatoria. |
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Sara L. Santini
è nata in Germania a Landshut nel 1985 e cresciuta in Toscana a Lucca.
Durante la sua crescita è sempre stata accompagnata da cani, i suoi genitori le hanno voluto insegnare da subito cosa vuol dire aver cura di un animale e prendersi le proprie responsabilità, in cambio i cani le hanno dato tanto amore, un amore incondizionato, senza giudizi o secondi fini, per lei sono stati spesso una consolazione e un rifugio sicuro dove ricevere amore quando il mondo esterno sembrava caderle addosso.
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Sara si è laureata a febbraio 2010 in Comunicazione d'impresa all'Università di Pisa con una tesi dal titolo “Analisi e caratteristiche del mercato turistico tedesco: il segmento dei turisti cinofili”. La tesi ha riscontrato successo, data la completa novità del tema affrontato, facendola laureare con 103/110. Ora ha deciso di avvicinarsi di più al mondo cinofilo e intraprendere un percorso formativo che inizierà a settembre 2010 per diventare educatore cinofilo frequentando una scuola cinofila in Germania a Berlino.
La strada è lunga ma lei spera di fare della sua passione, i cani, il lavoro che le permetterà di vivere/sopravvivere in questo mondo.
Nel frattempo svolge servizio volontario al canile della sua zona dove può regalare qualche ora felice a quei poveri pelosetti che di amore ne hanno solo dato e mai ricevuto. Per voi ha raccolto alcuni aspetti basilari della sua tesi nel articolo Vacanze con il cane in Italia. |
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Ericka & Robert Dennis www.Garibaldi Kennel
vivono a Cardiff by the Sea, California, appena fuori di San Diego (USA). Il loro interesse per il Bracco Italiano era nato nel 2000 quando visero quel bellissimi cane vincere il World Dog Show a Milano. Oggi loro stessi possiedono 4 stupendi Bracchi, sono soci attivi del Bracco Italiano Club of America, del North American Versatile Hunting Dog Association, del American Rare Breed Association e della SABI. Nella nostra intervista raccontano del Bracco Italiano negli Stati Uniti. |
Rubens Vaglio
Marco Ragatzu www.braccofrancese.com
è Esperto Giudice ENCI, Presidente del Club Italiano Bracco Francese e Vicepresidente del Weimaraner Club Italia. Nel suo testo Caudotomia - tagliare la coda spiega la necessità del taglio della coda ad alcune razze da caccia, mentre nella nostra intervista parla del Bracco Francese in Italia.
Cesare Bonasegale
titolare dello storico allevamento “del Boscaccio” è stato uno dei principali fautori del rinnovamento del Bracco italiano a partire dagli anni ’60. Il sangue “del Boscaccio” è infatti presente in quasi tutti i più importanti Bracchi italiani che si impongono nelle prove di lavoro. Ex Presidente della SABI, ha pubblicato il libro “ Bravo Bracco ” che è considerato tra i più importanti testi sulla razza. Da anni gestisce il giornale informatico di cinofilia più letto in Italia, scaricabile sul sito www.continentalidaferma.it. I suoi scritti lo qualificano come esperto di genetica dei comportamenti del cane da ferma. Nel suo articolo Lo Spinoso scrive su somiglianze e differenze fra Bracco e Spinone.
Angela Paltrinieri
condivide con voi le sue esperienze con il Pointer.
Sandra Schmidt
spiega il suo punto di vista sul tema controverso Tagliare la coda - senso o nonsenso?
Anke
Lehne
ci presenta il ritratto del Deutsch
Drahthaar (Bracco tedesco a pelo forte) e del Bayrischer Gebirgsschweißhund (cane per pista di sangue bavarese).
Nicole Schröder www.topdogz.de
ha scritto per voi il ritratto del Bracco francese Usuge.
Palmiro Lerici
spiega il suo punto di vista sul tema Caccia ed Anticaccia.
Anja
Anja ha scritto Mantrailing
con il Bracco di Weimar.
(c) testo 2006- 2013
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