20° esposizione Drahthaar maschi di allevamento (Zuchtrüdenvorstellung) - Hofgeismar 01.03.2009
Di Marco Prandini

La “dogmobile” sempre più scassata cigolava e rumoreggiava, procedendo lemme lemme sopra ogni avversità della strada e compressi nell’angusto abitacolo di guida, i miei 100 kg di appassionato drahthaarista fervevano all’approssimarsi del consueto viaggio in Germania. Quest’anno c’è stato il valore aggiunto della nebbia fitta a tenermi compagnia nel viaggio verso Padova dove mi aspettava l’ammiraglia di casa Pagin per il prosieguo del viaggio verso la terra d’oltralpe.
Una bella coltre spessa e lattiginosa mi ha accompagnato fin alle pendici dell’argine maestro del grande fiume, dimostrandosi bipartisan e facendosi, purtroppo, ritrovare in maniera ben concreta anche sulla sponda sinistra del Po, una volta attraversato il ponte di Sermide.
Procedendo praticamente a passo d’uomo per un’oretta ho avuto tutto il tempo necessario per riflettere e, a distanza di un anno, eccomi a rifare i conti con gli stessi pensieri che assillavano la mia mente come nel viaggio di andata della scorsa edizione.
In fin dei conti non sono allevatore e non ho altri interessi economici di sorta. Cosa può spingere un semplice appassionato come me a dirigersi verso la Germania, ogni fine inverno, per vedere questa manifestazione? Solo un sano desiderio di conoscenza e l’innamoramento verso questa razza può dare un senso a questi maniacali e scomodi viaggi di aggiornamento morfologico. Anno dopo anno compio un passo in più per avvicinarmi timidamente alla comprensione delle regole di selezione tedesche e questo doveroso pellegrinaggio ne è la prova. Molte risposte stanno nelle particolarità di questa esposizione, unica nel suo genere, che ognuno può cercare di capire solo se ha veramente sposato l’idea di questo tipo di allevamento. Si tratta di una manifestazione in cui non ci sono né vincitori né vinti, dove ogni singolo possessore di maschio, anche se non particolarmente emblematico, è consapevolmente fiero di mostrare il proprio esemplare, ben sapendo che quest’ultimo ha già superato i difficili esami di allevamento obbligatori ed ora, al termine della carriera lavorativa, potrà apportare il proprio contributo al bene generale della razza.
Dopo aver superato la seconda stella destra e aver percorso un bel 1000 Km in 13 orette giuste giuste… eccoci a Hofgeismar regione del Kurhessen sede dell’edizione 2009 dell'esposizione dei maschi di allevamento (Zuchtrüdenvorstellung).
Non eravamo soli in quest’avventura, sul posto, partiti dall’Italia molto prima di noi per evitare la sconfinata fila autostradale causata dagli sciatori Austriaci, trovavamo il gentilissimo Roberto e i due Giorgio i quali, oltre guidarci per le stradine del paese, avevano prenotato l’alloggio in un bel complesso ricettivo immerso nei boschi e stavano aspettandoci chiavi in mano con tanta voglia di chiacchierare di cani.
Alla sera cena ufficiale al tavolo delle autorità, discorsi dei vari relatori, concerto di corni da caccia e uno spettacolo comico-musicale, infine abbracci e saluti ad alcuni amici tedeschi e conseguente appuntamento alla mattina del giorno dopo per la manifestazione vera e propria.


Ingresso all'esposizione.

I cani iscritti a catalogo erano 51 suddivisi per colore di mantello in 29 roani marroni, 12 roani neri e 10 unicolori marroni. Risultava presente inoltre il n°52 come aggiunta a catalogo, in totale 3 esemplari non si sono presentati all’appello per vari motivi e tra questi, Loden III del Zeffiro, unico cane italiano iscritto. Peccato non averlo potuto ammirare.
Diventa difficile per un neofita come me riuscire a evidenziare gli esemplari più emblematici, considerando che la reale bellezza funzionale dei cani presentati supera di gran lunga il solo concetto di fine estetismo tipicamente italiano.
Sfogliare il catalogo come fanno gli innamorati con la margherita o rimanere, sentenziando, al bordo del ring non è certo un atteggiamento costruttivo, meglio cercare di guardare sotto la superficialità delle nostre valutazioni estemporanee. Valutare un cane solo per le sembianze, magari soffermarci o sceglierlo per certe piccole inutili peculiarità come il colore degli occhi o del mantello è, di fatto, un limite, soprattutto in questa razza che ha fatto del lavoro il primo obbiettivo da raggiungere e solo dopo si è diretta, consolidato questo risultato, verso il tipo.
Due sono i traguardi a cui arrivare, le forme e il pelo; entrambe hanno una loro propria valutazione e insieme concorrono ad un giudizio completo; consapevoli, inoltre, che tutti questi cani sono esenti displasie e senza altri difetti da esclusioni, dentizione compresa.
Alcuni esemplari hanno catturato la mia curiosità o ammirazione e mi permetterò di segnalarveli.
Partirei senz’altro da uno dei più “anziani” n.3 a catalogo, Gerry II v. Bockenhagen, cane r/n che ancora si fa ben guardare, quadratissimo di tronco, dimensioni contenute, 64 cm di lunghezza per altrettanti di altezza, valutato 10/10 in forme e pelo, nasce nel 2003 da Walli v. Bockenhagen per Benno v. Sulzwiese, ottime prestazioni dell’intera cucciolata, ha ottenuto 73 p. in VJP, 185 p. in HZP e I/ 333 p. nella VGP, Btr.
Jakob v. d. Dohlmühle r/n valutato 11/9 nasce il 22.11.2006 da Irka v. Dohlmühle per Nick v.d. Herzogstadt, cane piacevolissimo da vedere, brioso e brillante anche sul ring, vanta buone prestazioni di lavoro con un bel 12 nel lavoro in acqua, 74 p. in VJP, 225 p. in HZP, I/320 in VGP e Btr.


Jakob von der Dohlmühle, anche sulla foto iniziale.

Ero v. Fuchsberg unicolore marrone dal tronco possente, torace profondo e buona qualità di pelo, valutato 10/10 nasce nel 2006 da Biene III v. Wächtersbach e Olaf v. Richthof, due prove giovani con 64 e 71 p. e due HZP rispettivamente superate con 182 e 222 p., VGP I/313 p., Vbr.
Camiro v.d. Königsaue r/m nato il 26/03/2007 da Karlo v. Landhagen per Alma v. Erthal, valutato 11/11 con buone prestazioni di lavoro 73 p. in VJP, 183 p. in HZP e I/336 p. VGP, cane gradevole a vedersi con un pelo di buone qualità e con un certificato interessante.
Watz v. Liether-Moor un r/n molto ammirato e ben presentato dal sig. Andre van Aken, valutato 11/11, figlio di un cane italiano Giove di Costa Rubea per Ronja v. Liether-Moor, nato il 15/3/2007 vanta ottime prestazioni anche in lavoro, 77 p. in VJP, 190 p. in HZP, I/345 p. in VGP, A.H., buoni risultati negli esami obbligatori, soprattutto nelle hzp, dell’intera cucciolata “W” di questo grande affisso Liether-Moor.
Boss v. Nonnenbach unicolore marrone che avevo già descritto nella scorsa edizione ne confermo l’impressione positiva, ora si è fatto più massiccio mantenendo la buona qualità di pelo e un buon carattere, valutato 10/10 ha un certificato forse troppo concentrato sulle discendenze di Vitus v. Homborn contiene, infatti, infinite volte Sultan v. Richthof, buone prestazioni di lavoro con un 12 nel lavoro in acqua, 73 p. in VJP, due HZP con 159 e 225 p. e II/314 p. in VGP, Btr.
Scheich v. Ostetal è sempre un bel cane questo veterano, devoto e gioioso, si muove proprio bene sul ring, proporzioni corrette e buon pelo, valutato 10/10 nasce 29/04/2003 da Romy v. Ostetal e da Birko v. Kronwittberg, due VJP con 64 e 70 p., HZP p.227, VGP II/329 p., A.H. e Btr.
Grappa II v. Schlosßturm cane r/m da tronco compatto, bella testa anche se manca un poco di stop, bella espressione di razza, appare tranquillo e si muove bene anche sul ring, pelo aderente di buona qualità, valutato 10/11, esami a buon livello VJP p.70, HZP p.224, VGP I/334 p., nasce il 03/10/2006 da Donna II v. Schloßturm per Bertling v. Schloßturm ha un certificato per certi versi interessante che contiene cani con un passato riproduttivo importante.
Cliff v. Vösseberge bel cane r/m molto ammirato, valutato 11/11 e con buoni risultati negli esami, VJP p. 74, HZP p.186, VGP I/319 p., nasce il 25/03/2007 da Yana II v Ermannshausen per Axel v. Eggerbach.
Rollo v. Wildbarren unicolore marrone nasce il 03/04/2007 da Lassy v. Wildbarren per l’austriaco Vico v. Dunkelsteinerwald, buone prestazioni con 76 p. nella VJP, 205p. nella HZP e I/336 p. nella VGP, certificato abbastanza aperto, pur avendo anche lui parecchie volte citato Sultan v. Richthof tra gli antenati, cane di dimensioni contenute e dal buon pelo valutato 10/10 ha un aspetto fiero e controllato.


Finale.

Purtroppo sono giunto al termine di questo resoconto e già mi accorgo di quanto mi manca in realtà poter parlare ancora di questi cani, cercando di comunicarvi le mie umili, prime esperienze da apprendista del “pelo duro”.
Un ringraziamento particolare all’amico Maurizio Pagin, oratore e guidatore instancabile che mi ha aiutato a capire tante particolarità nascoste nei certificati dei cani, rendendomi più comprensibili certe sfaccettature caratteriali e morfologiche che non avevo saputo cogliere di primo acchito.

Tutte le foto Marco Prandini
(c) testo 2009

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