Segugi
e cani per pista di sangue



Criteri selettivi S.I.P.S.

 



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Criteri selettivi S.I.P.S.
di Gian Carlo Bosio

> Analisi degli organi da cui dipendono le regole selettive in cinofilia
> Prospettive per un rinnovamento dei criteri selettivi S.I.P.S.

La selezione delle razze canine procede seguendo regole differenti per soddisfare le diverse problematiche specifiche per ogni razza o gruppo di razze affini.
La scelta dei diversi iter selettivi e la loro variazione nei diversi momenti storici, dipende da organismi nazionali o sovranazionali di cui si analizzerà brevemente il funzionamento. Prima di parlare di criteri e norme selettive è infatti indispensabile chiarire i rapporti di dipendenza tra i vari organi responsabili della selezione cinofila:

> F.C.I. (Federazione Cinologica Internazionale)
Organo di controllo sovranazionale, emana regolamenti di ordine generale.
Demanda all’ENCI la tenuta degli alberi genealogici, ed il compito di organizzare esposizioni o prove allo scopo di incrementare le attività cinofile per migliorare la selezione delle razze.
Gestisce in prima persona il riconoscimento di nuove razze ed i loro standard morfologici, così come si occupa delle variazioni degli standard di razze già riconosciute.

> E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana)
Organizzazione nazionale che gestisce la tenuta degli alberi genealogici in via puramente formale (compila pedigree).
I pedigree, purtroppo, non rappresentano certificati zootecnicamente utili. Questi ultimi dovrebbero venire arricchiti da informazioni sul tipo morfologico e sul temperamento, con dati provenienti dalle prove attitudinali, dai test di accertamento di genealogia (test del DNA) , e dal risultato delle indagini riguardanti le patologie congenite.
Siamo ancora immensamente distanti!!
Organizza controllo delle cucciolate.
Organizza generiche prove di selezione: esposizioni.
Le disposizioni dell’ENCI non prevedono a tutt’oggi un controllo sistematico dei riproduttori e la relativa gestione cinotecnica: chiunque, proprietario di un maschio o di una femmina in possesso del Certificato di Origine, può mettere questi soggetti in riproduzione.
Demanda alle Associazioni Specializzate lo studio e l’applicazione di norme specifiche per le diverse razze.

> A.S. (Società Speciale: S.I.P.S.)
Alle Società Speciali sono demandate l’adozione di regolamenti e norme specifiche finalizzate all’organizzazione di Raduni e Prove di Lavoro.
L’attuazione dei migliori criteri selettivi e la loro applicazione pratica. Tale attuazione e le loro variazioni sono di fatto fortemente ostacolati da una serie di fattori che brevemente andremo ad elencare.

ESPOSIZIONI:

  • Assenza di una griglia di preselezione (tipo Confirmation) per l’accesso alle prove morfologiche di selezione.

  • Impossibilità da parte della A.S. di sfruttare i dati emergenti dall’analisi del tipo morfologico e costituzionale che si compiono durante un’esposizione.

  • Impossibilità della A.S. di gestire l’aggiornamento dei Giudici da Esposizione, con l’indicazione a questi ultimi di criteri selettivi chiari e precisi.

  • Quasi totale assenza dei segugi dai ring d’esposizione. Segno questo di grave sfiducia da mettere probabilmente in relazione ai punti precedentemente trattati.

PROVE DI LAVORO:

  • Totale assenza di una griglia di selezione per l’accesso alle prove di lavoro. Forse il rinnovamento degli indirizzi selettivi potrebbe scoraggiare l’accesso alle verifiche zootecniche, da parte di coloro che non sono realmente interessati ad un processo di miglioramento zootecnico.

  • Totale assenza di qualsiasi forma di controllo, centrale e/o periferica, per quanto riguarda l’idoneità dei campi di gara. Quest’ultima intesa non solo come tipologia orografica e di popolazione animale sul territorio, ma anche con l’emanazione, per i terreni ritenuti idonei, di precise direttive riguardanti il n° delle batterie sul territorio ed il terreno da riservare a ciascun concorrente.


  • Eccessivo numero di prove che finiscono, per i motivi sopra elencati, per perdere il loro reale significato. Ottenendo oltre tutto il risultato di avere Giudici che operano in condizioni non idonee e, quindi, in ultima analisi, creando negli operatori zootecnici (Giudici ed Allevatori) sfiducia e mancanza di stimoli.

  • Mancata gestione dell’aggiornamento permanente dei Giudici di prova di lavoro. Dando indicazioni preziose che contribuiscano alla formazione di tecnici preparati a governare il mondo delle prove, con la sola ed esclusiva attenzione alle conseguenze zootecniche dei giudizi espressi.

  • Organizzazione che ha poggiato (fino a poco tempo fa ovvero sia fino all’adozione del nuovo, recente, regolamento) tutta la sua capacità di fare filtro (più che selezione) su di un regolamento ottusamente rigido, inquadrato nelle cosiddette 4 fasi, da compiere in esatta successione e senza errori. Tale metodologia di lavoro finisce spesso col premiare i cani meglio dressati, più che i soggetti con le migliori qualità naturali.

    In sostanza un regolamento di tipo esasperatamente competitivo-agonistico dal quale non emergevano dati rilevanti dal punto di vista genetico per quanto riguarda la gestione delle razze in oggetto.

Un solo esempio: un soggetto dopo tre C.A.C. diviene campione di lavoro e lo rimane per sempre. Di fatto questo titolo possiede un’incidenza irrilevante sull’evoluzione della razza. Pochissimi i soggetti proclamati, incerti ed ondivaghi i criteri secondo i quali vengono assegnati i C.A.C., scarsissime le indicazioni zootecniche derivanti da questo tipo di qualifica.
Si finisce così per fare gli interessi di pochi allevatori privilegiati. Naturalmente anche in questo caso non è possibile innescare un’analisi fenotipica efficace per tutte quelle sequenze comportamentali, utili all’Allevatore perché fissate geneticamente. Si determina così un appiattimento degli esiti di queste prove, nascondendosi dietro il muro di una qualifica generica (ECC./M.B.) senza nessuna utilità pratica.

PROVE “A”
(Cani iscritti)

B
M.B.
ECC.
(C.A.C.)

 




<----------->

< nessun collegamento >
< reale >
-

PROVE “B”
(Cani non iscritti)





-

Qui il processo selettivo si interrompe, senza lasciare traccia di sé. Non vengono archiviati dati.

OBBIETTIVI
Per tutta questa serie di considerazioni, abbiamo pensato sia giunto il momento di rivedere i processi selettivi utilizzando la maggiore esperienza e la migliore conoscenza scientifica, nel frattempo, maturate. I nuovi criteri dovrebbero basarsi sulla evidenziazione di “Cani Selezionati” da consigliare in riproduzione, il cui pedigree dovrebbe essere corredato da una Scheda Fenotipica configurabile in una sezione morfologica ed in una sezione attitudinale di cui si allegano apposite schede (Allegati “A” e “B”). Tali schede entreranno a far parte di apposito programma informatico tenuto ed aggiornato, con la collaborazione degli Allevatori, dalla S.I.P.S. (Sede Centrale).
Con il tempo sarebbe auspicabile completare tali schede con il risultato di Prove di Progenie da effettuare su un numero di cucciolate prestabilito, in cui analizzare sia fratelli/sorelle completi, sia mezzi fratelli/mezze sorelle.
Questo progetto porterebbe alla definizione di una griglia di selezione che si esprime con l’attribuzione di un certo punteggio ancora da stabilire, da riportare sul pedigree.

GRIGLIA DI SELEZIONE

A Soggetto confermato per morfologia = Fenotipo sez. morfologica

soggetto che ha raggiunto almeno il M.B. in Raduno di Razza (base genetica ampia). Accede alle Prove di Lavoro tipo “1”.

B Soggetto raccomandato per morfologia = Fenotipo sez. morfologica
soggetto che ha conseguito n° 3 ECC. in Raduno di Razza o Expo.
C Soggetto confermato per attitudine = Fenotipo sez. attitudinale
soggetto che ha conseguito 3 ECC. in Prova di Lavoro tipo “1”. Accede alle Prove di Lavoro tipo “2”.
D Soggetto raccomandato per attitudine = Fenotipo sez. attitudinale
soggetto che ha conseguito n° 3 ECC. in Prova di Lavoro tipo “2”.
E Soggetto confermato per morfologia = raccomandato per attitudine
“Soggetto selezionato tipo “1”
ha accesso ai Raduni di Selezione in cui viene analizzato, misurato e pesato. Dopo di che può accedere alle Prove tipo “3”, in cui ne viene analizzato lo schema comportamentale.
F Soggetto confermato per attitudine = raccomandato per morfologia
“Soggetto selezionato tipo “2”
ha accesso ai Raduni di Selezione in cui viene analizzato, misurato e pesato. Dopo di che può accedere alle Prove tipo “3”. In cui ne viene analizzato lo schema comportamentale.
G Soggetto raccomandato per fenotipo = raccomandato per genotipo
“Soggetto selezionato tipo “3”
tipo “E” + Progeny Test
tipo “F” + Progeny Test
(raccomandato x morfologia e x attitudine)

SCHEMA PROVE DI LAVORO
Settore da ristrutturare in maniera completa, per adeguarlo alle mutate necessità.

VERIFICHE ZOOTECNICHE TIPO “1” =
Potrebbero essere utilizzate come porta di
ingresso per i Giudici di fresca nomina, che dopo un congruo n° di queste prove possono accedere a quelle di tipo “2”.
Prove senza C.A.C.
Senza verifiche ambientali.
Tutti i Giudici ENCI abilitati.
Scopi educativi.
Regolamento attuale adeguato.
°1 Griglia selettiva di ingresso.

VERIFICHE ZOOTECNICHE TIPO “2” =
Fortemente auspicabile il passaggio al re-golamento definito “nel bene e nel male”.
Turni di prova di almeno 1 ora.
Necessaria
Giuria multipla.
Soggetti sempre muniti di collari colorati.

Prove con C.A.C.
Verifiche ambientali preventive.
Giudici ENCI di provata esperienza.

*2 Griglia selettiva di ingresso.
Tetto max di prove durante l’anno su base regionale.
Tetto max di prove x ogni allevatore.
VERIFICHE ZOOTECNICHE TIPO “3” =
prove attitudinali.
Preferibile Giuria multipla.
Solo i soggetti in giudizio muniti di collari colorati.
Riguardano esclusivamente i soggetti tipo E/F/G.
Prove senza Qualif. né Classif.

Turni di prova durata ore 2.

I Giudici avranno scheda precompilata
dall’Allevatore e dovranno verificarne e discuterne la esatta corris-pondenza.
°1: Accedono alle prove tipo “1” i soggetti almeno di tipo “A”. Quei cani che non raggiungessero la conferma per la morfologia possono rientrare nel circuito di selezione attraverso le Prove “B” per cani non iscritti, dove quelli che dimostreranno particolari attitudini potranno accedere ai Raduni di Selezione. Si otterrebbe così il risultato di responsabilizzare e coinvolgere i Giudici a cui sono affidate le Prove tipo “B” (strutturazione da rivedere).
*2: Accedono alle Prove tipo “2” solo i soggetti dal tipo “C” in avanti.
SCHEMA DI SELEZIONE
PROVE “A” (cani iscritti)

PROVE “B” (cani non iscritti)

Soggetti tipo “A”
Verifiche zootecniche tipo “1” (Preselezione)

Soggetti tipo “C”
Verifiche zootecniche tipo “2”
Soggetti emergenti dalla selezione di massa (D/E/F)



Verifiche zootecniche tipo “1”(Preselezione)


Verifiche zootecniche tipo “2”
Selezione di massa.



RADUNI DI SELEZIONE
-

RING A
Soggetti valutati misurati e pesati. (Prova DNA)
Dati x archivio sez. morfologica
RING B
Soggetti valutati misurati e pesati.


Soggetti selezionati
Tipo “1” e “2” (E/F)

Verifiche zootecniche tipo “3”
(Prove attitudinali) dati per archivio sez. attitudinale

Progeny Test
(Archivio informatico)

Soggetto selezionato Tipo “3”

Le prove attitudinali (Tipo “3”) si pongono l’ambizioso traguardo di proporsi come Test semplici ed attendibili per le qualità, sia fisiche che morali, del soggetto che ambisce al titolo di Cane Selezionato. Sarebbe per esempio utile introdurre nell’iter selettivo verifiche attitudinali che potremmo definire “stressate”, cioè in condizioni ambientali particolari. Per esempio con un numero eccessivamente basso o alto di lepri sul territorio, in modo da testare le reazioni del soggetto in esame. Dopo una prima prova Tipo “3” normale, il Giudice può decidere di assegnare al soggetto in esame una prova “stressata”.
In sostanza la S.S. deve provare a ragionare come farebbe un Allevatore nella scelta dei suoi ripro-duttori, mantenendo però una visione più organica del Patrimonio Segugistico Nazionale.
Tutto questo non deve interferire in alcun modo nella libertà di scelta dell’Allevatore, ma deve soltan-to orientarla con intelligenza.
In conclusione il titolo di Cane Selezionato può e dovrebbe essere attribuito non solo apprezzandone le qualità fenotipiche, ma anche seguendo i suggerimenti derivanti dall’analisi sistematica dei discen-denti. E’ d'altronde utile non perdere per strada le correnti di sangue di minor successo morfologico e attitudinale.
Solo l’elevata % di cani selezionati potrà dare significato alla selezione delle razze. I soggetti impie-gati in riproduzione dovranno dare la garanzia che discendono dai ceppi dichiarati (esame del DNA), ed il loro certificato d’origine avrà un reale significato zootecnico se conterrà quelle informazioni di cui usualmente si viene a conoscenza solo attraverso voci dubbie o private.
Tutto questo comporta inevitabilmente una diversa impostazione della S.S., nelle sue strutture cen-trali e periferiche, che si dovrebbe impegnare a fondo nell’indagine delle razze ad essa affidate.

Si intende inoltre stimolare una reale forma di collaborazione tra l’Allevatore e la S.S., cambiando radicalmente il rapporto esistente tra queste due realtà.
Nessuno si illude che si tratterà di un cammino semplice e indolore, ma sarebbe già molto prendere coscienza che rappresenta uno sforzo volto a studiare un progetto organico di largo respiro. E’ d’al-tronde facile immaginare che la proposta di un simile progetto creerà, almeno inizialmente, disorien-tamento ed insoddisfazione nelle diverse componenti del mondo segugistico.
Di fatto vogliamo sperare che la sua applicazione seria e coerente riporterà, nell’arco di qualche anno, nuovo entusiasmo e credibilità in un ambiente che sembra averne molto bisogno.
Per terminare: Le cose da fare al più presto.

>
Corsi aggiornamento Esperti Giudici ENCI. Per Expo e prove di lavoro.
> Corsi formazione Giudici Selezionatori.
> Corsi/convegno per Allevator.
> Istituire apposite commissioni regionali per la valutazione dei campi di gara Tipo “2” / Tipo “3”.
>
Studiare attentamente griglie di merito per gli Esperti Giudici (?)
>
Rendere più semplice l’iscrizione al LIR con una sola prova attitudinale verificata da un giudice esperto abilitato per le esposizioni e le prove di lavoro che rilascia un certificato di iscrizione per la prima generazione i cui prodotti saranno da verificare ulteriormente.

(c) testo 2008

Foto: Sabine Middelhaufe

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