Segugi
e cani per pista di sangue


Intervista al Senatore
Valerio Carrara

 



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Intervista al Senatore Valerio Carrara
di Gian Carlo Bosio

Il Senatore Valerio Carrara, bergamasco “DOC”, vive a Oltre il Colle che è un bellissimo paese circondato da meravigliose montagne, il Menna , l’Arera, il Grem e l’Alben, solo per citare le più maestose, situato nel contesto del Parco delle Orobie.
Oltre il Colle è ben conosciuto dai Segugisti italiani in quanto da vari anni, ormai, si celebra il prestigioso Trofeo intitolato a Battista Pesenti Gritti e che si è reso possibile proprio per la disponibilità data dal Comune di concedere i suoi terreni per lo svolgimento della prova. Terreni situati in gran parte nel Parco!
La prima verifica zootecnica, con annesso Corso di Aggiornamento per esperti giudici, si svolse nel 2004 e fu proprio Valerio Carrara, Sindaco di Oltre il Colle, a dare tutte le autorizzazioni e la disponibilità necessaria perché il Trofeo si celebrasse nel migliore dei modi.
Da allora sempre lui, l’inossidabile Sindaco-Senatore, ha reso possibile fino ad oggi una prova per cani da seguita di altissimo livello.

Gian Carlo Bosio: "Senatore, in questi anni Lei si è reso protagonista a livello nazionale a difesa della cinofilia e della caccia ma oggi si parla molto di riscrittura della 157/92, qual è la posizione?"

Valerio Carrara: "Come responsabile nazionale del mio partito sono certamente d’accordo ed infatti ho già presentato una mia proposta di modifica che, in questo momento che io definisco “storico” per il mondo venatorio italiano, troverà una sua ragione di esistere solo se si completerà con le altre proposte che stanno arrivando in Parlamento. E’ importante però essere uniti ed il mondo venatorio deve saper presentare una sintesi intelligente per la riscrittura della 157 che io, come cacciatore e come politico, voglio fortissimamente soprattutto per ridare dignità e libertà ai cittadini-cacciatori che in questo ultimo ventennio hanno dovuto subire angherie e vessazioni di ogni tipo. Sogno, e voglio, una nuova legge sulla caccia “europea” senza martedì e venerdì con un cacciatore che responsabilmente ed orgogliosamente diventi il vero gestore e difensore del suo ambiente e della sua fauna. Alla base vi deve essere l’amore e quindi il rispetto per la selvaggina senza i quali la caccia non ha senso. Ma già che ci sono voglio anche dirle che mi piacerebbe poi sentire parlare anche di riscrittura della 394/91 o Legge sui parchi. La gestione di questi parchi è, a mio modo di vedere, da riscrivere con il coinvolgimento di tutte le realtà sociali cacciatori compresi. Attualmente vi è una palese discriminazione che provoca continui scontri che dobbiamo, attraverso una riscrittura di queste due leggi, che potrebbero, perché no, essere condensate in un nuovo Testo Unico con il quale governare in maniera moderna, senza demagogia, sia il prelievo venatorio che la gestione dei Parchi."

Gian Carlo Bosio: "Lei ha presentato un progetto di legge sul prelievo degli ungulati con il segugio. I segugisti hanno molto apprezzato la sua proposta ma vorremmo sapere da Lei, che è un Cacciatore con il cane da ferma, quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a fare una proposta così coraggiosa e che ha sollevato un autentico polverone trovando contrarie quasi tutte le associazioni venatorie."

Valerio Carrara: "Io difendo sempre tutte le forme di caccia purchè queste siano rispettose della nostra cultura e tradizione e siano improntate ad un rigoroso quanto onesto esercizio venatorio. Il prelievo degli ungulati con il segugio, come da me proposto, è coerente con una seria ed oculata gestione. Come uomo e come politico non sono portato a difendere lobby per convenienza e quando sono convinto che la scelta che ho fatto è giusta vado avanti. Nello specifico la proposta da presentata , suscettibile di revisioni e accorgimenti, prevede per i futuri controllori con il cane segugio un percorso teorico culturale molto simile, se non del tutto analogo, a quello intrapreso oggi dagli aspiranti selecontrollori all’aspetto. In linea teorica l’unica differenza è nella modalità di caccia che prevede l’ausilio dei cani da seguita. Le argomentazioni del mondo delle carabine, categoricamente contrarie all’uso del cane, possono avere significato solo se riferite ad un uso numeroso, incondizionato ed aspecifico utilizzo di cani applicato ai cervidi (come p.e. nella classica braccata maremmana al cinghiale) mentre sono eccessivamente prudenziali e opinabili se, per uso di cane, si intende l’utilizzo di esemplari di razze di segugio selezionate e ben addestrate. Per una scelta del capo e un rispetto del piano di abbattimento è sufficiente infatti che gli animali oggetto del prelievo giungano al tiro del cacciatore al passo leggero, alternato a momenti di sosta. Questo tipo di comportamento si manifesta spesso nel caso di cervidi mossi o spinti dai segugi ben addestrati. Tecnicamente e nel merito della proposta, l’uso del cane nella caccia ai cervidi è, a mio avviso, il futuro della caccia agli ungulati vista l’esplosione demografica di queste specie che ormai ovunque sono in sovrannumero e sono causa continua di incidenti stradali, di danni ingentissimi all’agricoltura e serbatoi di ecto ed endoparassitosi difficili ormai da gestire."


Foto iniziale e qui sopra: il Senatore Valerio Carrara con i suoi setter.

Gian Carlo Bosio: "Senatore che cosa è per Lei la caccia?"

Valerio Carrara: " La CACCIA è la passione della mia vita ma a prescindere da questo La CACCIA è una PASSIONE come l’amore e come tale va rispettata e tutelata. La CACCIA non è uno sport. Chi vuole fare sport va in palestra, si compra una bicicletta o va a giocare al pallone."

(c) testo 2008

Foto: 1, 4 Gian Carlo Bosio; 2,3 Sabine Middelhaufe

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