I cani dimenticati - Setter inglese Jules
di Sabine Middelhaufe
I giorni prima del Natale 2006 qui da noi nell'Oltrepò faceva un freddo artico. La stagione venatoria era quasi finita e così rimasi sorpresa quella sera di trovarmi davanti un Setter inglese sconosciuto nel nostro paesino. Era un bel maschio bianco arancio, ovviamente non più giovanotto, orribilmente dimagrito ma tanto fiducioso e socievole che venne dritto da me a farsi accarezzare. Dopo un po' lo salutai e andai a visitare la mia vicina. Uscendo di casa sua un oretta più tardi chi trovai lì in attesa del mio ritorno se non quel Setter che mi segui’ senza la minima esitazione verso il mio domicilio.
Conoscendo i cani della zona sapevo che questo orange-belton veniva da fuori e si era perso o era stato abbandonato. Il mio problema acuto in quel momento era che in casa mi aspettavano Jens, un Kurzhaar di 8 mesi e Jonas, il vecchio segugio di 14 anni, e non sapevo se fosse un idea intelligente di portarmi dietro il trovatello... Decisi di dargli almeno da mangiare, ma mentre entravo in casa anche il Setter si introdusse e dopo pochi istanti era chiaro che al mio Kurzhaar il visitatore piaceva tantissimo e che persino il „capo famiglia“ Jonas era disposto a tollerarlo. L'ospite divorò la sua cena e mezz'ora dopo, come se fosse la cosa più normale, stavamo tutti e quattro sul divano a guardare Harry Potter.
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Battezzai „Jules“ il nostro visitatore, trovai un tatuaggio illeggibile nel suo orecchio, un’otite acuta in tutte e due le orecchie, denti consumati al massimo. Liberai il suo mantello da numerosi corpi estranei vegetali e andai a letto. Quando poi, il giorno dopo, partimmo per la prima passeggiata, inizialmente Jules ci segui’ come se avesse vissuto con noi per tutta la sua vita. Ma a un certo punto cambiò direzione e sparirò. Va bene, pensai, forse si è perso solo ieri e ora va in cerca del suo padrone, meglio così.
Errore. Ritornando dal nostro giro Jules ci aspettava già scodinzolando davanti alla porta, mangiò accanto agli altri e si accomodo’ sul divano. Il fatto che Jules non dimostrasse il minimo timore di entrare in casa, di saltare sul divano, di seguirmi nel bagno e che non trovasse niente di strano nel rumore della lavatrice e del telefono, mi sorprese perché sembrava era un chiaro indizio che era abituato di vivere in casa. Questo e la sua gentilezza verso ogni essere umano, la disponibilità di farsi toccare da ciascuno, la calma con cui si fece passare davanti galline e gatti, mi convinse che non era certo un cane maltrattato. Forse il proprietario era in disperata ricerca del suo cane. Allora chiamai i Carabinieri,il municipio e diversi amici cacciatori per informarli di aver trovato un Setter inglese anziano. Intanto avevo notato che Jules faceva la pipì di continuo; chiedeva di poter uscire di casa circa ogni tre ore, alzava la zampa e ritornava dentro.
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Passato Natale lo presentai al veterinario che pronunciò come prima diagnosi: grave otite, leggera congiuntivite, tosse, sottopeso (Jules pesava appena 20 kg...), infestazione massiccia di parassiti intestinali, stato dei denti pessimo, cuore a posto, età circa 10 anni. Ritornammo a casa con un mucchio di medicinali e tanto ottimismo.
Alcuni giorni dopo arrivò il risultato degli altri esami: filaria negativo al sero ma positivo a fresco, leishmaniose negativo.
Jules si godeva le due lunghe uscite giornalieri con noi, mangiava bene e metteva su peso. Vederlo entrare nei campi, presentando una cerca bellissima e fermarsi da vero professionista davanti a un solitario fagiano sopravvissuto alla stagione venatoria o |
all'ultima beccaccia rimasta nel bosco era un vero piacere. Mi chiedevo mille volte: chi mai avesse abbandonato un cane tanto bravo sotto ogni aspetto? Con l'andare del tempo mi ero convinta che Jules non si era perso – come potrebbe un cane che dopo due, tre giorni segue già fedelmente la mia traccia per ritrovarmi in un terreno a lui sconosciuto perdere il proprio padrone? Certo che Jules dopo un giro di tre ore era stanco, vero anche che apparentemente il suo udito non era più perfetto, ma si butta via un cane solo perché non „rende“ più come una volta? Un cane tanto disposto a dare del suo meglio e così pieno di voglia di cacciare?
Verso la fine di gennaio arrivò lo shock improvviso: aveva nevicato e quando Jules alzò la zampa vidi la sua urina rosso arancio. Portai subito l'urina dal veterinario. I primi valori erano preoccupanti, ma ci voleva altri esami e l'ecografia, e intanto il veterinario mi dava degli antibiotici per lottare contro una possibile cistite o un’ infiammazione della prostata.
Quando le cose si mettono male vanno male sul serio. Questa volta mi ammalai io. Intanto, i tre mesi obbligatori di attesa erano passati; nessuno si era fatto avanti in cerca del suo Setter sparito e quindi ero io la nuova proprietaria. E così, grazie ad una rete di amici italiani e tedeschi, fu organizzato per Jules un viaggio urgente in Germania. Là gli esami approfonditi rivelavano la triste verità: Jules soffriva di tumori alla vescica e ai testicoli.
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Nonostante la sua età avanzata Jules superò bene il primo intervento dopodiché fu curato con pazienza e affetto dalla sua nuova padrona tedesca ed i suoi cani, una femmina di Setter inglese e un meticcio. Dopo 6 mesi, nell'autunno 2007, si dovette sottomettere a un secondo intervento poiché il tumore ai testicoli era cresciuto in fretta. In quell'occasione gli furono anche messi a posto i denti consumati e infiammati. Ma Jules, pieno di energia e gioia di vivere superò anche tutto questo.
Ora, con i suoi 12 anni o più è quasi sordo ma si gode le lunghe passeggiate con le compagne, il suo nuovo lavoro sulla pista di persone, la ricerca di oggetti in terreni limitati e i giochi d'intelligenza con cui la padrona stimola il cervello dei suoi cani.
Foto iniziale e foto 3: Monki; foto 2 Sabine Middelhaufe; 4 Nicole Neuer. Revisione delle bozze: Lucio Marzano.
(c) testo 2008 |
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