Introduzione al B.a.r.f.(1)
Di Rossella Di Palma
Esistono “tre possibili percorsi alimentari” ovvero il cibo preconfezionato, le preparazioni casalinghe e il Barf, di cui parlerò adesso anteponendo una premessa fondamentale: non sono, al momento, una “barfer” (persona che alimenta il suo cane con il metodo Barf) e pertanto tutto ciò che ho imparato su questo “percorso alimentare” lo devo ad amici e conoscenti, per lo più residenti all’estero, che utilizzano questo tipo di alimentazione sui loro cani.
L’argomento Barf è piuttosto “scottante”: da una parte abbiamo una nutrita schiera di barfers (tra cui anche veterinari) pronti a sostenere le proprie tesi e a provare con i fatti come i cani alimentati in questa maniera siano in perfetta forma, dall’altra altri veterinari e appassionati cinofili intenti a screditare il Barf, cercherò pertanto, in questo articolo, di essere il più neutrale possibile.
Se intendiamo parlare di Barf dobbiamo spiegare cosa significa questa parola, parola che difficilmente troverete su un dizionario inglese-italiano: Barf è un acronimo creato da Debbie Trip e sta per Bones And Raw Food (B.A.R.F) ovvero ossa e cibi crudi. A questa prima “spiegazione” se ne è aggiunta una seconda che corrisponde a Biologically Appropriate Real (o Raw) Food, sì perché, come vedremo, il Barf non consiste semplicemente nella somministrazione di alimenti crudi ma è una vera e propria filosofia di alimentazione e di gestione del cane, filosofia che ben si riallaccia alla medicina olistica che vede l’intero soggetto (in questo caso il cane) al centro della terapia non solo l’organo o la parte malata. |
Labrador Lucy (anche foto iniziale) si gode delle mele fresche.
|
I barfers non solo mettono una cura maniacale nell’alimentazione dei loro amici a quattro zampe ma spesso si interrogano sulla validità, utilità e tempi di somministrazione dei vaccini, danno da bere ai cani acqua purificata o minerale in bottiglia, privilegiano l’omeopatia, la medicina cinese e la fitoterapia in favore dei più comuni usi (e abusi) di antibiotici e cortisonici, credono nell’agopuntura e via dicendo: insomma, per fare un esempio su tutti, un vero barfer, di fronte ad una dermatite non ricorre al primo rimedio capace di sopprimerne i sintomi (cortisone) ma cerca di individuarne le cause e risolvere il problema avvalendosi di rimedi il più possibile naturali e sotto la guida di un buon veterinario olistico. Tutto questo per far capire che il Barf non è solo la somministrazione di una fettina di carne cruda, è riduttivo vederlo così.
Il lupo è la chiave di lettura del Barf: secondo i barfers, il cane è ancora molto vicino all’antenato lupo per quanto riguarda la morfologia degli organi interni e i processi digestivi: basandosi su questo assunto l’alimentazione ricevuta dai cani odierni è troppo lontana da quella “originale” e poco adatta: il rimedio lo si trova nel ricreare un’alimentazione simile a quella del lupo.
Grande sviluppo al Barf è stato dato dal libro “Give your Dog a Bone” del veterinario australiano Jan Billinghurst. L’alimentazione ricreata, per quanto simile, rimane a mio avviso sempre piuttosto “artificiale” dal momento che, per esempio, il lupo mangia quando cattura la preda (le scadenze pasto-digiuno possono non essere regolari, ci sono tra i barfers pareri discordi se si debba tenere a digiuno il cane uno o più giorni a settimana) e si nutre di quello che trova. |
Carne di cavallo con riso e purea di verdura.
Sotto: come integratori servono per esempio nocciole, cocco e bucce di uova macinate.
|
L’alimento base della dieta Barf è il pollo (per questioni di reperibilità e costi) spesso sotto forma di colli e ali ma ogni altra carne è ammessa e gradita dalla selvaggina al manzo con esclusione del maiale di provenienza non sicura (per via della pseudorabbia suina trasmissibile al cane) e alcuni pesci come il salmone che, se crudo può trasmettere parassiti pericolosi per il cane. Particolare importanza è poi attribuita a frattaglie (che non devono mai mancare), ossa piccole e cartilagini (somministrate crude, intere o tritate con la carne), ossa grandi per la pulizia dei denti, a verdure e integrazioni, possono essere somministrate anche uova e latticini (formaggi tipo cottage cheese, ricotta, latte o yogurt).
Le verdure, secondo i barfers, riproducono in qualche modo il contenuto dell’apparato digerente degli erbivori mangiati in natura dal lupo e sono un’importante fonte di vitamine, minerali e fibra, solitamente vengono servite tritate sotto forma di purea. Per quanto riguarda i carboidrati i barfers tendenzialmente li evitano specie i “grani” in quanto ritengono il cane un carnivoro che non ne necessita, qualcuno somministra patate, patate dolci e tuberi simili.
I barfers sostengono che gli ingredienti, nei cibi industriali, manchino di un ingrediente fondamentale “la vita” essendo stati sottoposti a ripetuti processi di lavorazione e conservazione che li hanno allontanati troppo dalla loro identità di alimenti freschi e “veri” e sostengono inoltre che le attuali formulazioni in commercio sono troppo standardizzate (ogni cane è un caso a sé) e di scarsa qualità. Sono sempre loro ad incolpare le facoltà di medicina veterinaria di non fornire agli studenti le competenze necessarie sull’alimentazione animale orientandoli (anche a causa di sponsorizzazioni da parte dell’industria) verso i prodotti preconfezionati. |
Labrador Lucy e compagno Buddy in attesa del collo di tacchino...
...ma non deve mancare neanche la purea di verdura.
|
Ogni pasto Barf è personalizzato con una serie di integratori (di origine naturali) che meglio risponde alle esigenze del singolo soggetto, tra le voci più comuni che si incontrano in un menù Barf troviamo l’aceto di mele biologico, i semi di lino, l’olio di semi di lino o di salmone, la vitamina C esterificata, l’olio di germe di grano, l’alfalfa (erba medica), la spirulina, il lievito di birra, il miele, la lista potrebbe continuare all’infinito: i barfers sono aperti al confronto e sono soliti scambiarsi suggerimenti ed esperienze in apposite mailing lists. Per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche la carne cruda viene surgelata con particolare cura prima di essere somministrata al cane: si preferisce utilizzare carne di origine biologica proveniente da allevamenti-supermercati-macellerie o ordinata da apposite ditte specializzate nel fornire carni surgelate da somministrare ai cani Barf, in alcuni casi le carni vengono vendute già integrate con vitamine, minerali e verdure, pronte da essere messe nella ciotola dopo lo scongelamento.
Gli americani trovano il Barf più economico rispetto alle tradizionali crocchette, lo stesso non credo possa dirsi in merito all’Italia dato il costo della carne! Da noi il Barf resta economicamente “abbordabile” per cani di taglia medio piccolo ma diventa quasi proibitivo nel caso di più animali di una certa stazza specie se il cane è intollerante a carni economiche (si fa per dire) come pollo e tacchino. |
Cuore e stomaco di tacchino, riso, purea di verdura e alghe. |
Un mio particolare timore, nei confronti dell’alimento crudo, è il rischio di contaminazioni batteri-che (invito chi non l’abbia ancora fatto a leggersi Fast Food Nation scritto da Eric Schlosser, Edizio-ni Tropea ) ed è proprio su questo fronte che i Barfers vengono at-taccati dai detrattori di questo “percorso alimentare”.
La risposta della controparte è che il cane può raccogliere batte-ri patogeni pressoché ovunque, che una buona parte dei batteri è uccisa con il congelamento delle carni e con altri “trucchetti” come l’utilizzo del succo d’uva ma i Bar-fers insistono soprattutto sul fat-to che la miglior difesa contro i batteri patogeni è un buon siste-ma immunitario che è a sua volta rinforzato da cibi sani, freschi, naturali, integrazioni e terapie |
olistiche all’occorrenza: per stare in tema, il classico cane che si morde la coda! Altri timori sono legati alle ossa: essendo crude il pericolo che si spezzettino in scaglie pericolose o restino incastrate in gola è teoricamente ridotto ma, qualche timore resta e non è del tutto immotivato, il tritare carne e ossa insieme riduce questi pericoli ma gli scettici (in parte anche io) rimangono. Per finire, resta il discorso delle proteine: questo tipo di alimentazione si basa quasi esclusivamente su fonti proteiche , escludendo i carboidrati, i barfers sono accusati di eccedere con le proteine.
Quello che mi piace dei barfers è la grande attenzione rivolta all’alimentazione dei cani (ma anche dei gatti) e il partire dal presupposto che è essa stessa la base della salute: cane ben alimentato = sano. Credo si possa essere o non essere d’accordo sulla somministrazione di carni crude e sull’avversione ai carboidrati ma non si può fare a meno la volontà di informarsi, confrontarsi e far star bene i propri cani che animano queste frange di “dissidenti” alimentari: il Barf non è una scelta di comodo ma una filosofia di vita. Non esistono studi ufficiali sugli effetti di questa pratica alimentare ma si possono vedere cani allevati con questo metodo e i loro esami del sangue che spesso risultano più che nella norma. I barfers non sono una “setta” e sono molto aperti a discussioni e confronti che avvengono sulle numerosissime mailing-list dedicate all’argomento. |
A Labrador Lucy la gola di vitellone fa gola....
|
Sfortutanamente tutte queste mailing lists sono in inglese, la stessa lingua in cui sono stampati i numerosi volumi dedicati al Barf e alla nutrizione naturale, in italiano esiste ben poco di scritto su questo argomento e, credo, pochi veterinari ferrati sul tema. L’unico libro in italiano accenna al Barf è “La medicina naturale per cani e gatti” di Richard e Susan Pitcairn ma dalla cui lettura, purtroppo, il lettore non ricaverà molte informazioni su questo tipo di alimentazione. Una buona introduzione al Barf e alla medicina veterinaria olistica è “Natural Dog Care. A Complete Guide to Holistic Health Care for Dogs” di Celeste Yarnall a cui si aggiungono già citati “classici” di Billinghurst , “Switching to Raw” di Sue Johnson (allevatrice di setter), “Raw Meaty Bones Promote Health” del veterinario australiano Tom Lonsdale e molti altri.
continua >
Tutte le foto © 2009 www.anjas-hunde.de
|
Cuore di manzo con pasta e verdura.
|
|