E' innato il comportamento da madre adottiva?
di Sabine Middelhaufe

Le cagne adulte possono essere piuttosto ostili nei confronti di cuccioli estranei - oppure le mamme più affettuose del mondo!
Allora, il "Kindchenschema" di Konrad Lorenz vale forse solo per i maschi? Ho studiato femmine di di-verse razze e diverse fasce d'età rispetto alle loro reazioni verso giovanissimi cuccioli sconosciuti, confrontandole con cuccioli lattanti ancora ciechi e cagnolini di 35 giorni d'età e oltre.
Ecco il risultato.

TIPO A - La mamma adottiva perfetta
La cagna di questo tipo manifesta subito la massima eccitazione gioiosa quando incontra, per la prima volta in vita sua, un cucciolo lattante e ancora cieco. Per cominciare annusa prodigamente il mi-nuscolo cagnolino che le viene messo davanti con attenzione, solita-mente accompagnato dal continuo frignare della cagna. Poi si vede proprio che ha capito: la femmina mette in moto il suo istinto di cura della prole. A questo punto, se si mette il cucciolo per terra, inizierà sicuramente piangere tutto scontento, a fare movimenti pendolari di ricerca con la testolina e si sforzerà, strisciando in un cerchio stretto, di ritrovare madre e fratelli. A questo punto la femmina comincia immediatamente a leccarlo. Al primo momento magari senza grande precisione, ma poi lecca miratamente la testo-
lina e la nuca, annusando intensamente le zone "già trattate". Naturalmente il lamento del cucciolo si riduce grazie a questo servizio materno, ma la femmina non diminuisce affatto la sua diligenza. Lei tocca col naso il piccolo, lo annusa e lo lecca con vero impegno e perseveranza. Prima o poi mette il mu-so sotto la pancia del cucciolo, lo alza leggermente e lo gira sulla schiena. Fatto questo, gli massaggia con la lingua il pancino, e se questo stimola la sua scarica come dovrebbe, lei gli pulisce anche il sedere per poi toccargli affettuosamente la testa. Di solito, durante tutto il processo il cucciolo sta fermo tranquillo e silenzioso, e piange solamente, quando la cagna interrompe brevemente le sue attività cu-rative.
Tutta presa dai suoi sentimenti materni, la femmina, a parte il frignare iniziale, non fa più alcun "ru-more" vocale, ma scodinzola leggermente e di continuo, e dà l'impressione di non essere mai stata così sveglia e "presente".
Le mie "partecipanti al test" il gior- no successivo avevano contatto con un altro lattante. Tipo A è di nuovo molto agitata all'inizio, ma dimostra già una certa routine nel leccare, massaggiare per favorire la scarica, e la pulizia del cucciolo. Se non l'ha fatto già durante il primo test, c'è d'aspettarsi che cercherà questa volta di prendere il lattante dolce-mente in bocca per portarlo nella
sua cuccia. Comunque, può anche fermarsi alla mera intenzione, cioè, la femmina vorrebbe trasportare il piccolino in un posto sicuro, ma non sa bene come fare. Quindi, lo tocca forse piagnucolando col naso o prova a prenderlo per la nuca, piangendo piano e apparentemente disperata. Quando, una settimana dopo, la cagna del tipo A deve confrontare subito quattro cuccioli di 35 giorni d'età, non frigna più, ma si avvicina subito con visibile piacere a ciascuno di loro, lo lecca "tutto intorno", lo gira sulla schiena senza tanti complimenti, stimola la sua digestione grazie al suo massaggio, pulisce quindi il suo sederino, e fa sparire feci ed orina. Naturalmente fa anche inviti al gioco davanti ai mocciosi, li istiga a brevi giochi d'inseguimento avanti ed indietro nella stanza ecc. I piccoli le possono saltare addosso, tirarla per le orecchie, le labbra, le zampe e la coda, e solo se uno prova a succhiare le sue mammelle, lo allontana dolcemente con una spinta del naso. La cagna del tipo A gioca ovviamente e del tutto consapevolmente in maniera molto gentile con i piccolini, e se uno grida, maltrattato dai suoi fratelli,
lei guarda verso la vittima, o, secondo l'intensità del lamen-to, va da lui per leccarlo e confortarlo. Nel corso delle prossime settimane le due cucciolate "di test", insieme o separatamente, furono ancora portate nella stanza in di-verse occasioni, ogni volta per circa 60 minuti. Il compor-tamento del tipo A cambiava solo in quanto la femmina si dedicava ormai tutta calma e sicura dei suoi istinti alle esi-genze mutevoli dei cuccioli.
Quando cagne del tipo A diventano madri sul serio, sono mamme da favola. Se si dà loro un cucciolo come nuovo com-pagno di vita, vestono con vero piacere il ruolo della madre adottiva. Quando si ha bisogno di aiuto per la crescita di una cucciolata di orfani - su questa femmina si può sempre contare. Non di rado capita che persino bebè di altre spe-cie trovino un posto amorevole nel suo ampio cuore materno - un cucciolo di capriolo o di volpe, un leprotto o un capret-to,basta che la cagna può curarsi di qualcuno e proteggerlo.
TIPO B - La lavoratrice forzata
In questo gruppo troviamo la femmina che, appena fiutato dalle mani del suo padrone il cucciolo ancora cieco, cerca distanza protestando. Se si insiste, mettendole il cucciolo davanti ugualmente, la cagna gi-ra la testa con espressione quasi "disgustata". Non cambia niente neanche durante il secondo test. Al gran chiasso allegro in occasione dell'arrivo del padrone segue l'indifferenza totale verso il piccolino piangente. Questo atteggiamento della femmina non subisce modifiche neanche nei confronti di cuccioli di 35 giorni che dopotutto sono già abbastanza svegli ed attivi. Tipo B non è mai aggressivo, e non cer-ca nemmeno di rendere sgradevole ai cuccioli il soggiorno nella stanza da test e/o in braccio al padro-ne. Queste femmine vanno semplicemente a tutta distanza e lì rimangono. La scena cambia però dram-maticamente quando un cucciolino non appare solamente come "fonte di disturbo" per un breve inter-vallo, ma è invece ovviamente destinato a rimanere per sempre nella stessa casa della cagna. Appena la femmina capisce che il piccoletto frignante sta di fatto vivendo sotto lo stesso tetto con lei, prende subito l'iniziativa. Per forza, si vorrebbe dire, perchè non può stare li tranquillamente a guardare tutta passiva come questa creaturina diventa la preferita del padrone, si impossessa dei suoi giocatoli, ruba il suo mangime ecc.!
A patto che i due cani siano caratterialmente compatibili, tipo B accetta quindi il nuovo arrivato. La femmina adulta sviluppa il suo istinto di cura della prole, pulisce, massaggia e asciuga il piccolo, lecca le sue ferite, lo protegge e lo riscalda.
Non è pura coincidenza che cagne del tipo B sono animali più o meno viziati dal padrone, hanno una re-lazione molto stretta con lui e preferiscono vivere da sole in coppia con lui. Ma quando è inevitabile, poiché l'amato padrone ha deciso di allargare la famiglia canina, femmine tipo B si scoprono come mad-ri adottive piuttosto brave.
Quando si tratta di cuccioli propri, le signore canine tipo B non lasciano niente a desiderare nel loro comportamento materno.
TYPO C -Il terrore di cuccioli
Qui, in fondo, si dovrebbe disti-nguere fra la variante pericolosa e quella "solo" inquietante, ma nella prassi, solitamente, ciò è possibile solo quando ormai è troppo tardi… Certamente esi-stono modi di comportamento da allarmare il padrone della femm-ina. Uno si evolve così: la cagna tipo C, appena ha annusato il lat-tante cieco tenuto in mano dal suo padrone, comincia a tremare e abbaiare furiosamente. Pur ri-avvicinandosi dopo brevi inter-valli al cucciolo per annusarlo di
nuovo, si ritira subito con gran fracasso, simile ad un maschio inesperto, quando il piccolo si muove o si lamenta. Dopo che il cucciolo è stato messo per terra, la femmina tipo C gli gira intorno indecisa e sempre tremando fortemente. La situazione non cambia nei 5 minuti di presenza del neonato. Al pros-simo test la cagna, con un forte ringhio e il pelo del dorso drizzato, gira intorno al cucciolo che sta strisciando per terra piangendo. Quando il piccolo reagisce ai pochi tentativi inibiti della femmina di annusarlo, quest'ultima immediatamente batte in ritirata alzando il volume del suo ringhio.
La femmina trema fortissimo ed incontrollabilmente quando alcuni cuccioli di 35 giorni d'età comin-ciano subito ad esplorare incuriositi la stanza da test. Lei evita il contatto diretto con loro, eppure li segue da dietro strisciando, con il pelo del dorso drizzato, la coda completamente eretta con un rin-ghio minaccioso e li annusa diverse volte. Se un cucciolo si rende conto della sua presenza e si gira verso di lei, la cagna fa un salto indietro ringhiando ancora più forte. Poiché i piccoli si avvicinano lo stesso senza timore, tipo C, dopo quasi 15 minuti, comincia finalmente a scodinzolare lentamente, ab-bassa il pelo del dorso, si avvicina rilassatamente ai piccoli e li annusa con visibile concentrazione. Poi si sdraia in mezzo alla banda, allunga giocosamente un zampa verso di loro e tollera persino, che i pic-coli le saltino addosso pizzicandola.
Più volte un cucciolo tenta di prendere il capezzolo della femmina in bocca e lei non fa altro che allon-tanarlo dolcemente. Accetta inoltre che la cucciolata si stringa a lei per un riposino nella stanza da test.
Ciò nonostante, nei ripetuti test, cagna tipo C non smette mai, come prima reazione all'arrivo dei cuccioli di girare loro intorno ringhiando, col pelo dritto e la coda immobi-le alzata. Solo dopo un po' si rilassa e inizia il tenero gio -co con i piccoli.
In un'altra variante del tipo C il pianto e le grida dei neonati - cuccioli propri della femmina inclusi - sveglia nella cagna non l'istinto di cura della prode ma della ca-ccia. L'indecisione tremante della femmina descritta so-pra diventa qui un freddo calcolo: qual è il miglior modo di afferrare l'apparente preda?
Tutt'altra cosa la motivazione della terza variante del tipo C. Tale femmina si avvicina rilassatamente al cucciolo, lo annusa, lo prende per la nuca e ha il solo e evidente scopo di porre fine alla sua esisten-za terrestre. Non a causa del suo istinto di caccia mal direzionato, ma perché questa femmina è gravi-da. Segue perciò l'istinto che le consiglia di eliminare i possibili rivali forestieri dei suoi figli per il cibo.
Un ulteriore membro del gruppo C è la cagna che, senza fare complimenti, attacca seriamente aggres-siva persino un neonato cieco, poiché questa femmina vorrebbe eliminare tutto che non sia il suo padro-ne o la sua padrona.
La cagna che si tramuta in una furia quando un cucciolo, senza intendere e volere, non rispetta un di-vieto estremamente esagerato legato ad un determinato oggetto difende la sua "proprietà". Mentre u-na femmina non esiterebbe, per esempio, ad uccidere il neonato cieco perché, strisciando intorno inno-centemente, è andato troppo vicino alla sua ciotola (vuota!) del cibo, l'altra non accetterebbe nessun essere vivente a quattro zampe sulla sua coperta, il suo posto preferito, il contatto fisico con il suo padrone ecc. Al di fuori di situazioni critiche del genere queste femmine si comportano abbastanza bene con il cucciolo, ma guai se i piccoli si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato - possono finire molto, molto male.

Il testo originale in tedesco potete leggere qui.

Traduzione: Sabine Middelhaufe
Revisione delle bozze: Alba Meyer

Foto: 1-5, 7 Middelhaufe; 6 Dorsch-Rieger

inizio pagina home