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Le
cagne adulte possono essere piuttosto ostili nei confronti di
cuccioli estranei - oppure le mamme più affettuose del
mondo!
Allora, il "Kindchenschema" di Konrad Lorenz vale forse
solo per i maschi? Ho studiato femmine di di-verse razze e diverse
fasce d'età rispetto alle loro reazioni verso giovanissimi
cuccioli sconosciuti, confrontandole con cuccioli lattanti ancora
ciechi e cagnolini di 35 giorni d'età e oltre.
Ecco il risultato.
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TIPO
A - La mamma adottiva perfetta
La cagna di questo tipo manifesta subito la massima eccitazione
gioiosa quando incontra, per la prima volta in vita sua, un cucciolo
lattante e ancora cieco. Per cominciare annusa prodigamente il
mi-nuscolo
cagnolino che le viene messo davanti con attenzione, solita-mente
accompagnato dal continuo frignare della cagna. Poi si vede proprio
che ha capito: la femmina mette in moto il suo istinto di cura
della
prole. A questo punto, se si mette il cucciolo per terra, inizierà
sicuramente piangere tutto scontento, a fare movimenti pendolari
di ricerca con la testolina e si sforzerà, strisciando
in un cerchio stretto, di ritrovare madre e fratelli. A questo
punto
la femmina comincia immediatamente a leccarlo. Al primo momento
magari senza grande precisione, ma poi lecca miratamente la testo- |
lina
e la nuca, annusando intensamente le zone "già trattate".
Naturalmente il lamento del cucciolo si riduce grazie a questo servizio
materno, ma la femmina non diminuisce affatto la sua diligenza.
Lei tocca col naso il piccolo, lo annusa e lo lecca con vero impegno
e perseveranza. Prima o poi mette il mu-so sotto la pancia del cucciolo,
lo alza leggermente e lo gira sulla schiena. Fatto questo, gli massaggia
con la lingua il pancino, e se questo stimola la sua scarica come
dovrebbe, lei gli pulisce anche il sedere per poi toccargli affettuosamente
la testa. Di solito, durante tutto il processo il cucciolo sta fermo
tranquillo e silenzioso, e piange solamente, quando la cagna interrompe
brevemente le sue attività cu-rative.
Tutta presa dai suoi sentimenti materni, la femmina, a parte
il frignare iniziale, non fa più alcun "ru-more" vocale,
ma scodinzola leggermente e di continuo, e dà l'impressione
di non essere mai stata così sveglia e "presente". |
Le
mie "partecipanti al test" il gior- no successivo avevano
contatto con un altro lattante. Tipo A è di nuovo molto agitata
all'inizio, ma dimostra già una certa routine nel leccare,
massaggiare per favorire la scarica, e la pulizia del cucciolo.
Se non l'ha fatto già durante il primo test, c'è d'aspettarsi
che cercherà questa volta di prendere il lattante dolce-mente
in bocca per portarlo nella |
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sua
cuccia. Comunque, può anche fermarsi alla mera intenzione,
cioè, la femmina vorrebbe trasportare
il piccolino in un posto sicuro, ma non sa bene come fare. Quindi,
lo tocca forse piagnucolando col naso o prova a prenderlo per la
nuca, piangendo piano e apparentemente disperata. Quando, una settimana
dopo, la cagna del tipo A deve confrontare subito quattro cuccioli
di 35 giorni d'età, non frigna più, ma si avvicina
subito con visibile piacere a ciascuno di loro, lo lecca "tutto
intorno", lo gira sulla schiena senza tanti complimenti,
stimola la sua digestione grazie al suo massaggio, pulisce quindi
il suo
sederino, e fa sparire feci ed orina. Naturalmente fa anche inviti
al gioco davanti ai mocciosi, li istiga a brevi giochi d'inseguimento
avanti ed indietro nella stanza ecc. I piccoli le possono saltare
addosso, tirarla per le orecchie, le labbra, le zampe e la coda,
e solo se uno prova a succhiare le sue mammelle, lo allontana
dolcemente
con una spinta del naso. La cagna del tipo A gioca ovviamente
e del tutto consapevolmente in maniera molto gentile
con i piccolini, e se uno grida, maltrattato dai suoi fratelli, |
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lei
guarda verso la vittima, o, secondo l'intensità del lamen-to,
va da lui per leccarlo e confortarlo. Nel corso delle prossime
settimane
le due cucciolate "di test", insieme o separatamente,
furono ancora portate nella stanza in di-verse occasioni, ogni
volta
per circa 60 minuti. Il compor-tamento del tipo A cambiava solo
in quanto la femmina si dedicava ormai tutta calma e sicura
dei
suoi istinti alle esi-genze mutevoli dei cuccioli.
Quando cagne del tipo A diventano madri sul serio, sono mamme
da favola. Se si dà loro un cucciolo come nuovo com-pagno di
vita, vestono con vero piacere il ruolo della madre adottiva. Quando
si ha bisogno di aiuto per la crescita di una cucciolata di orfani
- su questa femmina si può sempre contare. Non di rado capita
che persino bebè di altre spe-cie trovino un posto amorevole
nel suo ampio cuore materno - un cucciolo di capriolo o di volpe,
un leprotto o un capret-to,basta che la cagna può curarsi
di qualcuno e proteggerlo. |
TIPO
B - La lavoratrice forzata
In questo gruppo troviamo la femmina che, appena fiutato dalle
mani del suo padrone il cucciolo ancora cieco, cerca distanza
protestando.
Se si insiste, mettendole il cucciolo davanti ugualmente, la
cagna gi-ra la testa con espressione quasi "disgustata". Non
cambia niente neanche durante il secondo test. Al gran chiasso allegro
in occasione dell'arrivo del padrone segue l'indifferenza totale
verso il piccolino piangente. Questo atteggiamento della femmina
non subisce modifiche neanche nei confronti di cuccioli di 35 giorni
che dopotutto sono già abbastanza svegli ed attivi. Tipo
B non è mai aggressivo, e non cer-ca nemmeno di rendere sgradevole
ai cuccioli il soggiorno nella stanza da test e/o in braccio al
padro-ne. Queste femmine vanno semplicemente a tutta distanza e
lì rimangono. La scena cambia però dram-maticamente
quando un cucciolino non appare solamente come "fonte di disturbo"
per un breve inter-vallo, ma è invece ovviamente destinato
a rimanere per sempre nella stessa casa della cagna. Appena la femmina
capisce che il piccoletto frignante sta di fatto vivendo sotto lo
stesso tetto con lei, prende subito l'iniziativa. Per forza, si
vorrebbe dire, perchè non può stare li tranquillamente
a guardare tutta passiva come questa creaturina diventa la preferita
del padrone, si impossessa dei suoi giocatoli, ruba il suo mangime
ecc.!
A patto che i due cani siano caratterialmente compatibili, tipo
B accetta quindi il nuovo arrivato. La femmina adulta sviluppa il
suo istinto di cura della prole, pulisce, massaggia e asciuga il
piccolo, lecca le sue ferite, lo protegge e lo riscalda.
Non è pura coincidenza che cagne del tipo B sono animali
più o meno viziati dal padrone, hanno una re-lazione molto
stretta con lui e preferiscono vivere da sole in coppia con lui.
Ma quando è inevitabile, poiché l'amato padrone
ha deciso di allargare la famiglia canina, femmine tipo B si
scoprono
come mad-ri adottive piuttosto brave.
Quando si tratta di cuccioli propri, le signore canine tipo B non
lasciano niente a desiderare nel loro comportamento materno. |
TYPO
C -Il terrore di cuccioli
Qui, in fondo, si dovrebbe disti-nguere fra la variante pericolosa
e quella "solo" inquietante, ma nella prassi, solitamente,
ciò è possibile solo quando ormai è troppo
tardi
Certamente esi-stono modi di comportamento da allarmare
il padrone della femm-ina. Uno si evolve così: la cagna
tipo C, appena ha annusato il lat-tante cieco tenuto in mano
dal suo
padrone, comincia a tremare e abbaiare furiosamente. Pur ri-avvicinandosi
dopo brevi inter-valli al cucciolo per annusarlo di
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nuovo,
si ritira subito con gran fracasso, simile ad un maschio inesperto,
quando il piccolo si muove o si lamenta. Dopo che il cucciolo è stato
messo per terra, la femmina tipo C gli gira intorno indecisa
e sempre tremando fortemente. La situazione non cambia nei
5 minuti
di presenza del neonato. Al pros-simo test la cagna, con un forte
ringhio e il pelo del dorso drizzato, gira intorno al cucciolo
che
sta strisciando per terra piangendo. Quando il piccolo reagisce
ai pochi tentativi inibiti della femmina di annusarlo, quest'ultima
immediatamente batte in ritirata alzando il volume del suo
ringhio.
La femmina trema fortissimo ed incontrollabilmente quando alcuni
cuccioli di 35 giorni d'età comin-ciano subito ad esplorare
incuriositi la stanza da test. Lei evita il contatto diretto con
loro, eppure li segue da dietro strisciando, con il pelo del dorso
drizzato, la coda completamente eretta con un rin-ghio minaccioso
e li annusa diverse volte. Se un cucciolo si rende conto della sua
presenza e si gira verso di lei, la cagna fa un salto indietro ringhiando
ancora più forte. Poiché i piccoli si avvicinano
lo stesso senza timore, tipo C, dopo quasi 15 minuti, comincia
finalmente
a scodinzolare lentamente, ab-bassa il pelo del dorso, si avvicina
rilassatamente ai piccoli e li annusa con visibile concentrazione.
Poi si sdraia in mezzo alla banda, allunga giocosamente un zampa
verso di loro e tollera persino, che i pic-coli le saltino addosso
pizzicandola.
Più volte un cucciolo tenta di prendere il capezzolo della
femmina in bocca e lei non fa altro che allon-tanarlo dolcemente.
Accetta inoltre che la cucciolata si stringa a lei per un riposino
nella stanza da test. |
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Ciò nonostante,
nei ripetuti test, cagna tipo C non smette mai, come prima
reazione all'arrivo dei cuccioli di girare loro intorno ringhiando,
col pelo dritto e la coda immobi-le alzata. Solo dopo un po'
si
rilassa e inizia il tenero gio -co con i piccoli.
In un'altra variante del tipo C il pianto e le grida dei neonati
- cuccioli propri della femmina inclusi - sveglia nella cagna
non
l'istinto di cura della prode ma della ca-ccia. L'indecisione
tremante della femmina descritta so-pra diventa qui un freddo
calcolo: qual è il miglior modo di afferrare l'apparente
preda? |
Tutt'altra
cosa la motivazione della terza variante del tipo C. Tale femmina
si avvicina rilassatamente al cucciolo, lo annusa,
lo prende per la nuca e ha il solo e evidente scopo di porre
fine alla sua esisten-za terrestre. Non a causa del suo istinto
di caccia
mal direzionato, ma perché questa femmina è gravi-da.
Segue perciò l'istinto che le consiglia di eliminare i
possibili rivali forestieri dei suoi figli per il cibo.
Un ulteriore membro del gruppo C è la cagna che, senza fare
complimenti, attacca seriamente aggres-siva persino un neonato cieco,
poiché questa femmina vorrebbe eliminare tutto che non
sia il suo padro-ne o la sua padrona.
La cagna che si tramuta in una furia quando un cucciolo, senza
intendere e volere, non rispetta un di-vieto estremamente esagerato
legato
ad un determinato oggetto difende la sua "proprietà".
Mentre u-na femmina non esiterebbe, per esempio, ad uccidere il
neonato cieco perché, strisciando intorno inno-centemente,
è andato troppo vicino alla sua ciotola (vuota!) del cibo,
l'altra non accetterebbe nessun essere vivente a quattro zampe
sulla
sua coperta, il suo posto preferito, il contatto fisico con il
suo padrone ecc. Al di fuori di situazioni critiche del genere
queste
femmine si comportano abbastanza bene con il cucciolo, ma guai
se i piccoli si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato
-
possono finire molto, molto male. |
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Il testo
originale in tedesco potete leggere qui.
Traduzione:
Sabine Middelhaufe
Revisione delle bozze: Alba Meyer
Foto: 1-5,
7 Middelhaufe; 6 Dorsch-Rieger
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