Le fasi dello sviluppo del cane da cucciolo ad adulto
di Sabine Middelhaufe

I. 1 ª -8 ª settimana di vita
La vita da noi osservabile di un cucciolo comincia immediatamente alla sua nascita, che viene quindi pro-tocollata dettagliatamente e con la massima precisione.
Per poter raccogliere nei giorni seguenti informazioni veramente precise sullo sviluppo dei piccoli è ne-cessaria una osservazione costante 24 ore su 24 in modo da cogliere veramente la prima reazione ai rumori, la prima capacità visiva, la prima uscita dalla cuccia etc. Perciò non basta sedersi vicino alla cesta della cucciolata per un'oretta ogni tanto!
Naturalmente, le doti di un cucciolo possono svilupparsi solo se sono anche presenti le necessarie con-dizioni esterne: allevamento della cucciolata da una cagna con un buon istinto materno o di una "balia quattrozampe" ugualmente adatta, uno spazio interno ed esterno adeguato per la libertà di movimento dei cuccioli e della madre (ancora meglio: la presenza di madre e padre!) e l'influenza costruttiva sui piccoli esercitata dall'uomo.
Per poter giudicare lo sviluppo di un cucciolo occorrono ovviamente dei criteri di misura che tenterò in questa sede di fornire attraverso l'osservazione di cani "precoci" e di cani "ritardatari". In questo modo potrete concludere come si pone il vostro cucciolo nell'ambito di queste due posizioni estreme.

I.1. Il cucciolo precoce: comportamento esplorativo
Quanto segue sono delle brevi e concise osservazioni presentate qui in modo semplificato fatte da me su diverse cucciolate di Setter Gordon e inglesi.
Il cucciolo precoce, non raramente sottopeso alla nascita ma con un eccezionale biotono (i.e. energia vitale innata) lascia la prima volta la cuccia al 10° o 11° giorno di vita per andare a urinare e defecare fino a 3 metri dalla sua cesta o ciò che avete scelto per ospitare la cagna-madre e i suoi cuccioli.
Dal 13° giorno possiede già una capacità visiva sufficientemente buona per andare ad esplorare da so-lo la stanza in cui si trova la cuccia dei piccoli.
E' quindi importante rendere possibile al cucciolo l'uscita autonoma dalla sua cesta, casetta o quello che abbiamo messo a disposizione. (Nota: gran parte dei cani neonati, domestici o selvatici, sono colpiti da parassiti intestinali. E' quindi "biologicamente saggio" che il cane sia un animale molto pulito, e che non gradisca vivere in costante contatto con le sue feci. Spesso l'allevatore, per motivi di comodità propria, invece impedisce ai cuccioli di allontanarsi dalla cuccia, forzandoli così non solo a un compor-tamento contro natura, ma abituandoli anche a sporcare, mangiare e vivere nello stesso spazio. Un abi-tudine che creerà delle difficoltà ai futuri padroni dei cuccioli, quando cercheranno di insegnare ai piccoli a non fare pipì e popò in casa….)
Ma ritorniamo al cucciolo precoce. La stanza viene dapprima esplorata dal piccolo seguendo le pareti come aiuto di orientamento. Al 15° giorno fa la prima traversata in diagonale e, dopo un iniziale spa-vento, allontanandosi dall'oggetto sconosciuto, lo affronta annusandolo, adocchiandolo, rosicchiandolo. Al 18° giorno il cucciolo precoce ha preso pienamente confidenza con la stanza (nel caso dei nostri cuccioli di 15 mq). Ora, di propria iniziativa, amplia il suo territorio ad altre stanze (nelle mie ricer-che una "terranuova" di 30-45 mq).

I.2. Gioco e stato d'animo
Con l'iniziare della capacità visiva, il cucciolo comincia anche ad esercitarsi in attacchi giocosi ai suoi fratelli. Afferra e scuote il loro pelo del collo, tira le loro orecchie, la coda, le zampine. Utilizza, inoltre, il dito dell'uomo, datogli da annusare, per provare il "riflesso dello scuotimento" e dal 18° giorno esprime chiaramente degli stati d'animo come un felice eccitamento, insicurez-za, aggressività ecc., attraverso la posizione delle orecchie e della coda, oppure drizzando il pelo, mostrando i dentini e ringhiando ecc. Nei giorni seguenti il cucciolo utilizza i suoi fratelli, le mani e le maniche dell'uomo e magari la coperta della sua cuccia per esercitarsi in azioni come strisciare, saltare, tenere a terra e scuotere per tramortire.
I.3. I giochi di caccia e l'espansione territoriale
Al 21° giorno un cucciolo precoce senza sollecitazioni né guida mostra una sequenza di caccia verso un oggetto ade-guato, come per esempio un pezzo di cuoio. Egli dapprima registra la presenza della "preda" nel suo territorio e la

fissa per un momento molto concentrato. Quindi si avvicina con una andatura lenta e strisciante fino a circa 1 metro, si arresta, fiuta, si avvicina ancora un po', con estenuante lentezza e sorprendentemente abile, infine si ferma a 50 cm dalla preda, abbassa la parte anteriore del corpo, fissa ancora una volta il bersaglio e salta! Con le zampe anteriori spinge subito a terra la preda mentre l'afferra velocemen-te con i dentini e corre - scuotendo la sua preda per tramortirla - per strapparla e difenderla dai suoi fratellini. Questo tuttavia solo per un breve periodo.
Dalla 4ª settimana continua autonomamente l'esercizio di caccia agli oggetti da lui prescelti. Intorno al 28° giorno si desta l'interresse per le vere prede. Anche tane di topini e di conigli, mucchietti di terra lungo le gallerie fatte dalle talpe vengono esaminati e scavati con foga.
Nella 4ª settimana di vita il cucciolo soddisfa anche la sua voglia di espansione territoriale, esploran-do fino a 60 mq di territorio esterno. Questo significa che i cuccioli dalla 4ª settimana hanno bisogno dell'indipendente accesso a un territorio esterno accanto alla loro "stanza di nascita"! Il cucciolo pre-coce in questo periodo, inoltre, segue la madre o la persona che lo accudisce già a una distanza di oltre 100 metri aldilà del territorio conosciuto, senza manifestare paura. Fatte salve la presenza di una ma-dre sicura d'istinto e spazi a disposizione, dalla 5ª settimana comincia l'educazione e l'addestramento alla caccia - inizialmente sotto forma di gioco - da parte della cagna.
I.4. Il cucciolo "ritardatario"
Questo cucciolo spesso ha un buon pe-so alla nascita, ma un biotono relativa-mente scarso. Arriva alla piena capa-cità visiva intorno al 20° giorno di vi-ta e la utilizza solamente per guada-gnarsi il miglior posto per succhiare e per dormire con la madre. Defeca e urina, se non persino nella cuccia stes-sa, nelle sue immediate vicinanze, non dimostra alcuna intenzione di esplora-re "la stanza dei cuccioli". Solo quan-do è ben sveglio mentre i fratellini lasciano la cuccia, gli corre dietro - insicuro e piagnucolando. Spesso è il primo a farvi ritorno. La sua reazione di fronte all' attacco simulato dei fra-telli più svelti e sfacciati è la fuga ad alta voce. Non mostra alcun interesse a confrontarsi con soggetti o oggetti.

Il "riflesso dello scuotimento" in un cucciolo "lento" compare la prima volta circa al 30° giorno e vie-ne esercitato con un oggetto conosciuto come la copertina nella cuccia. L'utilizzo consapevole delle nuove esperienze anche con altri oggetti non è ancora presente.
Intorno al 30° giorno le "prede" offerte intenzionalmente dall'uomo come palline di carta, pezzi di cuoio, pelle di lepre ecc. vengono annusate cautamente dopo un lento avvicinamento in andatura goffa e poi distrutte oppure portate nella cuccia e quindi azzannate. Come la "stanza dei cuccioli", così anche il territorio esterno viene esplorato dal piccolo ritardatario solo nel senso che segue il resto della banda, senza tuttavia confrontarsi né con l'ambiente né con gli oggetti che vi si trovano. Ogni azione del cucciolo avviene con i chiari segni della insicurezza, la coda abbassata, le orecchie tirate in giù e indietro e il piagnucolare.Il cucciolo ritardatario osa l'ispezione di una "terra nuova" solo in compa-gnia dell'intera famiglia canina e anche questo solo dopo l'8ª settimana di vita. I tentativi della madre di influenzare questo piccolo attraverso la sua educazione non avvengono prima della 10ª o 11ª setti-mana. Fino a questo periodo il cucciolo si gode la piena libertà dell'"immaturo".

I.5. Il cucciolo precoce: esercizi di caccia
Dalla 6ª settimana il cucciolo precoce va a caccia. Ora si avvicina lentamen-te e con massima cautela - come prima allo straccio di cuoio - dalle mosche agli uccelli fino ad altri cani. Con grande capacità di concentrazione, pazienza e sfruttando il terreno e il vento cerca di arrivare il più vicino possibile alla sua preda. Questo è si-curamente il momento in cui l'uomo deve influenzare idoneamente il ca-gnolino. Se non lo fa, il cucciolo pre-sto andrà oltre, inseguirà piccoli ani-mali da preda senza farsi controllare
e questo atteggiamento, per lui assai piacevole potrebbe poi diventare l'abitudine. Se glielo si conce-desse, più tardi utilizzerebbe le sue doti solamente per appropriarsi della preda reale di propria ini-ziativa. Da questo punto è quindi importante insegnare al piccolo a frenarsi davanti alla preda sfug-gente e di fermarla se appartiene a una razza di cani da ferma.
Qualcosa di simile vale per le doti da riporto. Il cucciolo precoce intende l'oggetto sostitutivo di pre-da come tale già nella 5ª o 6ª settimana di vita e lo difende contro i suoi fratelli. Se l'uomo non inter-viene attraverso l'insegnamento giocoso, il cucciolo a 7 o 8 settimane dimostra nei rispettivi test a considerare come sua proprietà una qualsiasi preda reale e di volerla mettere al sicuro dall'uomo e a difenderla contro lo stesso. In condizioni del genere il futuro addestramento al riporto affidabile ri-sulterà più difficile.
Tentativi con le piste d'odore semplici provano che il cucciolo precoce intorno alla 6ª settimana di vi-ta possiede già la voglia incondizionata di arrivare alla fonte dell'odore allettante. Segue la pista ga-loppando, si corregge da solo, è completamente concentrato sul suo lavoro, afferra l'oggetto con cui è stata tracciata la pista e scappa con il suo "trofeo". Di conseguenza vale anche in questo ambito, con-vincere il cucciolo il più presto possibile del vantaggio di lavorare insieme con l'uomo senza tuttavia sopprimere il suo entusiasmo, la sua passione e il suo talento. Il cucciolo deve semplicemente vivere l'esperienza che in fin dei conti è solo la piacevole cooperazione cane-uomo che porta al possesso della preda.
I.6. Il cucciolo "ritardatario": disposizione per la caccia
Quando si confronta il cucciolo "lento", che nei migliori dei casi reagisce alla presenza di un animale-preda con uno sguardo stupito, con i citati test risulta che nell'8ª settimana e in accordo con il suo sviluppo egli è sor-prendentemente disposto a fare ciò che l'uomo gli richiede appena capito il compito. Il riporto gli riesce per lo più al primo col-po, poiché gli manca completamente la ten-denza di allontanarsi da solo da un compagno e non sa che altro fare con il dummy se non

riportarlo a chi lo aveva lanciato. Il test di ferma si svolge di norma anch'esso con successo poiché il cucciolo attende in posa di ferma che qualcuno gli dica chiaramente come procedere. Non ha alcuna ambizione di andare a caccia per conto proprio. Solo il test di pista spesso comporta problemi in quanto bisogna spiegare al piccolo assai pazientemente il significato della traccia d'odore. Ma una volta capito ciò, egli cerca con calma, lentamente ed in modo relativamente affidabile. E' contento di seguire di nuovo un piano di azione prestabilito, piuttosto che dover compiere attività autonome.

I.7. Conseguenze per la scelta del cucciolo
Un allevatore può senza dubbio approfittare dei risultati riportati sopra in modo abbreviato e sem-plificato. A patto che si possieda una normale capacità di osservazione ogni cucciolo può essere valu-tato come tendenzialmente precoce, ritardatario o nella media. Come già detto è comunque indispensa-bile osservare continuamente la cucciolata e non sopravalutare il singolo risultato in tema di orienta-mento, esplorazione, gioco ecc. o di non astraendolo dal contesto comportamentale generale.
A 8 settimane complete, per l'allevatore ora è facile scegliere la persona adatta ad ogni cagnolino. Il cucciolo precoce ha sicuramente bisogno di un "capo" che cominci subito, in modo severo ma giusto, l'addestramento del piccolo come futuro cane da caccia professionale o "cane da caccia accompagna-tore", rendendo utilizzabile la versatilità, la scarsa volontà di farsi guidare e il temperamento esube-rante dell'allievo senza tuttavia soffocare il suo "cervellone da caccia", l'istinto di preda e l'autosti-ma. Nel caso opposto gli errori di addestramento si evidenzieranno con la negazione delle prestazioni da parte del cane, disturbi nervosi e mancanza di volontà di apprendimento.
Il cucciolo ritardatario invece si troverà particolarmente bene con la persona che possiede già un cane adulto e bravo come "insegnante" del nuovo arrivato. Altrimenti occorre molta pazienza per l'educa-zione e l'addestramento del cucciolo "lento". Il futuro padrone deve di fatto essere un modello e una guida, deve possedere la capacità di far capire al cane il suo concetto di caccia, mentre non deve né richiedere troppo al cane giovane né bocciarlo impazientemente come un incapace. Il cucciolone ritar-datario dopo la pubertà riserva solitamente delle sorprese positive ! Da una osservazione - condotta solo sui miei cani però - risulta che si annoverano più cuccioli precoci fra le femmine, mentre fra i maschi sono più frequenti i cuccioli lenti di sviluppo.

I.8. Due anni dopo…
Facciamo un salto temporale e osserviamo i nostri ex-cuccioli ritardatari e precoci verso la fine del loro 2° anno di vita. Devo premettere che i miei cani da ricerca etologica (vi ricordo: setter Gordon e inglesi) erano esposti quasi esclusivamente all'influenza del gruppo di cani. Sono quindi in primo luogo un esempio di cosa succede quando l'uomo non interviene come guida, o nel nostro caso non vuole inter-venire.
Dunque, gli ex-precoci si rivelano senza eccezione come cacciatori estremamente autonomi, veloci (ri-cercando prevalentemente in galoppo la selvaggina), molto volonterosi e sicuri sulla traccia, adeguando da soli i loro metodi di caccia alle condizioni del terreno, del tempo e non ultimo alla preda. Poiché questi cani volevano impossessarsi della preda a qualsiasi prezzo, mostravano "la ferma" solo per il brevissimo momento necessario e utile per il proseguimento efficace della loro caccia. La passione per la caccia di questi cani confina quasi all'incontrollabile. Non appena avevano fiutato l'odore allettante della selvaggina, restavano infaticabilmente sulla traccia, indifferenti agli ostacoli nel terreno, alle ferite e alle avverse condizioni atmosferiche. Sfidavano con lo stesso successo selvaggina di penna, lepri e volpi; sempre sotto direzione propria,
Gli ex-cuccioli lenti di sviluppo confermavano anche loro le previsioni dell'infanzia: erano cresciuti come assistenti da caccia flemmatici e disposti a seguire gli ordini. Cercavano la preda in modo lento ma affidabile, mantenevano senza esitazione la posizione da ferma, ma avevano un raggio d'azione mol-to limitato e accettavano unicamente la selvaggina di penna e un gatto a caccia di frodo come stimolo da caccia. Nessuno dei miei ex-cuccioli ritardatari è diventato un cane energico, duro e coraggioso di fronte alla selvaggina pronta a difendersi, ma ognuno, dopo la pubertà, presentava una sana autostima e la volontà assoluta di difendere insieme col resto del gruppo il proprio territorio, determinati ogget-ti e i membri del branco. Non mostravano il desiderio di potere sociale entro il loro gruppo, e solo iso-latamente qualcuno tentava di migliorare il suo posto nella gerarchia di distribuzione del cibo.

Il testo originale in tedesco potete leggere qui.

Traduzione: Daniela Rancati e Sabine Middelhaufe.
Revisione delle bozze: Alba Meyer


Foto: 1-6, 8 Middelhaufe; 7 Dorsch

 

 

Segue: II. Dal 3° mese di vita fino alla pubertà

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