Come si riconosce il bravo allevatore?
di Sabine Middelhaufe

Prima di buttarmi nel tema sopra indicato lasciatemi chiarire una cosa: se qui parlo del cane di razza ciò non significa che disprezzi i cosiddetti bastardi. Anzi! Li adoro, e mentre sto scrivendo queste righe il mio amato segugio quindicenne Jonas, un bastardo in quanto figlio di foxhound, Bleu de Gascogne e segugio italiano, sta coricato vicino a me. Un bastardino può essere (è spesso lo è, di fatto!) il cane più sano, intelligente, resistente e affettuoso del mondo. Ma può anche portare un grande handicap quando non si è sicuri della sua discendenza.
Cioè? Cioè, il cane vuole vivere e praticare le sue capacità innate perché è quello che lo rende felice ed equilibrato. Ma se il nostro cucciolo bastardino a cinque, sei mesi si rivelasse un cane da pastore, cosa faremmo? Venderemmo l'appartamento in città, ci trasferiremmo in campagna e compreremmo 100 pe-

core per dare al nostro cane la soddisfazione di poter esercitare il suo naturale mestiere? O se dimostrasse grandi doti da cane da caccia, saremmo forse pronti ad addestrarlo e portarlo a caccia? Mah….non credo. L'uomo è pigro e ama le comodità, è difficile che cambi vita per amore del suo cane. Perciò è meglio riflettere bene, molto bene, su ciò che ci aspettiamo dal nostro futuro amico a quattro-zampe, cosa gli possiamo off-rire, e quindi scegliere la razza che preferisca lo stes-so stile di vita, lo stesso ambiente, le stesse attività di noi futuri padroni bipedi!
Detto questo, ritorniamo dunque alla domanda: come si riconosce il bravo allevatore? (Sottointeso, chiara-mente, anche l'allevatrice).
Sembra facile. Basta accendere il computer, collegarsi a Internet, digitare per esempio "allevatori cocker spaniel" nelmotore di ricerca, e quello sputa fuori de-cine di pagine. Poi si guarda quali dei tanti allevatori offrono cuccioli del colore da noi prescelto, si prende nota dei loro numeri telefonici e si comincia a chiamare
Il bastardino di discendenza ignota può richiedere modifiche non indifferenti allo stile di vita del suo padrone. Foto: Dorsch-Rieger
quelli più vicini al proprio domicilio.
Eh no…! Perché qui parliamo di cani di razza. Avete consapevolmente scelto un cane con determinate caratteristiche psicofisiche che, a vostro parere, sono adatte a o necessarie per la vostra vita quotidi-ana futura. Siete disposti ad organizzare i vostri giorni in modo che il cane prescelto possa realizzare e soddisfare le sue doti e le sue esigenze.
Bene. Per trovare ora un cucciolo sano, pieno di vita, ben preparato alla convivenza con voi ed i suoi simili, non soggetto a certe malattie genetiche ed infine bello e fornito delle capacità richieste dallo standard della sua razza e da voi tanto desiderate ci vuole ben altro che un'occhiata in Internet!
Non è certo una brutta idea di assicurarsi che i stretti parenti del vostro futuro cucciolo godono della buona salute genetica e possiedono le ca-ratteristiche psico-fisiche specifiche alla loro razza. Foto: Hahn
Il primo aspetto da trattare con la mas-sima attenzione sono gli antenati del vostro futuro cagnolino.
Se vi volete godere il vostro cane per una media di 15 anni, non è snobismo la pretesa che i suoi genitori, nonni, bis-nonni e trisnonni abbiano il pedigree valido (ossia quello dell'ENCI e quindi riconosciuto dalla FCI), che dal loro pedigree e/o dal certificato veterinario sia evidente che i soggetti non soffrono di patologie diffuse o ereditabili (tipo displasie delle anche, entropia o ectro-pia dell'occhio, epilessia, atrofia pro-gressiva della retina ecc.) e che almeno qualcuno di loro in una prova di lavoro - sempre ammesso che la razza da voi scel
-ta svolga un lavoro particolare. Il cocker spaniel, per esempio, è un cane da caccia. E anche se non ave-te la minima intenzione di diventare cacciatori, un buon voto alla prova di lavoro vuol dire che i genitori o i nonni del vostro futuro cane possiedono: una sufficiente disposizione per l'addestramento, ossia buona memoria, intelligenza e voglia di imparare, un buon fiuto, pazienza e temperamento equilibrato (perché un cane nervoso e iperagitato non può essere un professionista nel suo mestiere e tanto meno un buon compagno di vita!), resistenza agli sforzi fisici come ai capricci del clima (o volete forse portare il cane in continuazione dal veterinario poiché soffre di mille piccoli disturbi?).

Il secondo fattore a cui consiglio di avvicinarvi con grande cautela è l'allevatore. Personalmente non comprerei mai un cucciolo da un allevamento che offre una vasta gamma di razze. Già occuparsi ed in-tendersi sufficientemente di una sola razza richiede un impegno full-time. Figuriamoci tenere due, tre o persino più razze! Se siamo d'accordo che la giornata ha solo 24 ore per ciascuno di noi, è impossibile che un allevatore trovi il tempo di far lavorare regolarmente i rappresentanti di diverse razze, di par-tecipare alle loro gare e prove di lavoro, di assimilare informazioni sulle loro origini, il loro sviluppo, le diverse correnti di selezione e così via. Magari ci sono eccezioni, ma generalmente temo che allevamenti del genere non fanno altro che dedicarsi alla riproduzione e alla vendita, senza occuparsi granché dei singoli cani.
Perciò la mia scelta sarebbe in ogni caso un allevatore mono-razza, che invece di riprodurre per il (suo) massimo profitto selezioni veramente i cani che gli stanno a cuore.
Grazie a Internet non ci sono più segreti. È facile verificare quante cucciolate all'anno fa l'allevatore in questione. Se non perdiamo d'occhio il fatto che i suoi cani d'allevamento vogliono pur essere curati tutti i giorni anche loro, occupati in modo adeguato, tenuti in forma per il loro benessere, è ovvio che tenere oltre 4-6 soggetti, di norma, porta necessariamente a trascurare i singoli cani. Si potrebbe an-che chiamarlo "mancanza d'affetto e di rispetto", e ciò non mi pare una buona base per un allevamento di animali.

Io, quindi, mi rivolgerei ad un allevatore che con le sue tre, quattro femmine documentata-mente sane e conformi allo standard cresca qualche cucciolata all'anno in ottime condizio-ni e che per il resto dell'anno abbia ancora abbastanza tempo per badare alle esigenze quotidiane dei suoi animali.
Cosa intendo con "ottime condizioni" l'ho già spiegato nell'articolo "Le fasi dello sviluppo del cane da cucciolo ad adulto". In breve: il cucciolo, per poter sviluppare le sue capacità innate ha bisogno di cure, spazio, stimoli e buoni maestri. La mancanza di uno di questi fattori mette a rischio il benessere ed i pro-
Bisogna controllare regolarmente il peso dei piccini. Foto: Hahn
gressi di sviluppo dei cagnolini. Allora, guardiamo. Anche se fino al 21° giorno, quando i piccoli comin-ciano a mangiare la prima pappa offertogli dall'allevatore, la madre è il garante principale per l'ali-mentazione e la salute dei suoi figli, l'allevatore cosciente penserà a nutrire la femmina per l'intero pe-riodo dell'allattamento con del cibo particolarmente buono, controllare regolarmente il peso dei piccini, svermarli appena possibile, offrire a mamma e figli una cuccia comoda e funzionale in un posto né trop-po freddo né troppo riscaldato, permettere ai cuccioli di uscire da soli dal nido appena segnalano la tendenza ad urinare e defecare lontano, e permettergli anche l'esplorazione dello spazio intorno alla cuccia, ossia tenerli in una stanza adatta e fornita di stimoli interessanti. Sia pure l'allevatore a scegl-iere se vuole comprare dei giocattoli o produrli in casa, basta che i piccoli trovino degli oggetti da ro-sicchiare, scrollare, difendere contro i fratellini, portare nella cuccia, usare come "preda" e così via.
Una volta svegliatisi i sensi, i cagnolini vogliono e devono uscire dalla stanza di nascita per fare le loro prime esperienze nel mondo esterno. La soluzione migliore consisterebbe nel tenere la cucciolata in una stanza con accesso al giardino adiacente. Così, durante il giorno si può lasciare aperta la porta esterna ed i piccoli possono decidere, secondo il loro coraggio e livello di sviluppo, se osare o meno la gita fuori di casa.
Cuccioli hanno bisogno di giocattoli. Foto: Hahn
In ogni caso, a tre, quattro settimane di vita, i cu-ccioli vedono, sentono e assaggiano per la prima volta l'erba, terra, legno, vento e magari pioggia, il canto di un uccellino, la forma di un gatto, il clac-son di una macchina, l'aria che muove dolcemente un ramoscello… Se poi si tratta, come nel caso del cocker spaniel, di una razza da caccia, è anche l'ora di presentare ai piccoli qualche esempio di selvaggina.
Un domani i cuccioli vivranno in casa del nuovo pa-drone, perciò è assolutamente giusto che l'allevato-re li abitui anche al soggiorno beneducato in salot-to, ai rumori domestici, alla presenza di persone estranee, al rispetto verso altri animali di casa siano essi gatti, canarini, coniglietti, tartarughe…
E naturalmente l'allevatore gioca con loro e li ini-zia alla bellissima esperienza di vivere con un es-sere umano che gli vuole tanto bene!
Dunque, il bravo allevatore ha il suo bel daffare, ma come compenso darà via cagnolini equilibrati, ben preparati sia alla vita "in famiglie bipedi" che al loro futuro mestiere. Arriviamo al terzo punto in-terrogativo: quale cucciolo scegliere? A volte non c'è scelta. Si vede un piccolo e si sa con certezza: o quello o nessuno. E allora va bene così.
Primo contatto con la selvaggina. Foto: Hahn
Più spesso invece il consiglio di famiglia ha già deciso anticipatamente e secondo considerazioni serie di prendere un maschietto o una femminuccia. In tale caso farete bene a dirlo subito all'allevatore cosi-cché lui vi porti a vedere solo i piccoli del sesso prescelto. Ma anche la scelta fra tre o quattro cuccioli non è sempre facile. Perciò, rilassatevi, sedetevi in mezzo ai cagnolini e osservateli. Vi sentite più at-tratti dal timidone che dal prepotente? Vi piace più il cucciolo che cerca subito il contatto fisico con voi o quello che si diverte facendo la gara di corsa coi fratellini ignorandovi completamente? Sentite un tuffo al cuore, quando arriva il ciccione goffo o il piccolino vivacissimo? Insomma, ci sarà qualcosa che vi aiuta a fare la scelta definitiva. Però, mettete il cervello in moto prima di dire "Sì!" ad alta voce e considerate che state appena decidendo il destino di un animaletto che vivrà con voi per circa 15 anni e che non si aspetterà niente di meno del vostro eterno affetto, del vostro riguardo per i suoi bisogni, della vostra comprensione e della condivisione dei suoi interessi, il diritto di vivere in casa con voi, di partire con voi per le vacanze, di essere curato adeguatamente quando è malato e di essere amato e ri-spettato quando sarà anziano.
Il quarto ed ultimo aspetto riguarda la volontà dell'allevatore di affidarvi un suo cucciolo. Cosa? Eh, sì! Anche l'allevatore ha il diritto di scelta! Ciascuno dei miei numerosi amici allevatori potrebbe raccon-tare di qualche aspirante compratore che è dovuto ritornare a casa a mani vuote. Vedete, se una persona alleva cani perché le piacciano, perché ha dato il suo meglio per crescerli bene, ha investito tempo, en-ergia e soldi per tirare su la cucciolata come si deve, non le basta vedervi contare i 500 o 700 euro richiesti nella sua mano. Lui vuole essere sicuro che i suoi cuccioletti troveranno da voi tutto ciò che gli spetta. E se gli vengono dei dubbi vi manderà a casa senza cane. Un cane non è un regalo di compleanno o di Natale per il bimbo, ma un impegno serio che durerà circa 15 anni. Un cane non è neanche la soddis-fazione di una voglia spontanea di farsi vedere, davanti agli amici o alle ragazzine, con un animale gran-de, bello e forte al guinzaglio. Tanto meno il cane è una cosa che si compra perché serve - a caccia, co-me guardiano, come difensore. Il cane è un amico e un compagno di vita appartenente ad un'altra specie e come tale vuole essere riconosciuto sin dall'inizio. Il bravo allevatore è quello che ha (anche) il corag-gio di dire di no ad un compratore dubbioso.
Ma quando dice di sì potete essere sicuri che lui ci sarà per voi ed il vostro nuovo cane per qualsiasi esigenza. Prima della vostra partenza con il cucciolo in braccio vi spiegherà sicuramente cosa, quanto e quando il piccolo deve mangiare, quando è il momento per la seconda vac-cinazione, come effettuare la profilassi contro la fila-ria, vi darà qualche consiglio su come insegnare al cu-cciolo a non fare i suoi bisogni in casa e, indubbiamente, vi racconterà tutti gli aneddoti e le particolarità da lui osservati finora nel vostro cagnolino - almeno il bravo allevatore fa così, perché come si è sempre preso il tempo per i suo cani, se lo prende anche per voi, i nuovi padroni. Ovviamente è ansioso di sapere come il suo - ormai vostro - piccolo ha vissuto i primi giorni da voi, se sta bene, se mangia, se non ha problemi. Vedete, ad un allevatore che si è affezionato ad ogni singolo cucciolo della figliata, importa veramente sapere come si svilup-pa il cagnolino ed è lui il primo a cui rivolgersi in caso di domande, problemi, dubbi. Lui è anche contentissimo a condividere con voi l'evento del primo calore della fem-
Nella nuova casa. Foto: Hahn
mina o della prima alzata della zampa del maschietto per fare la pipì. È il bravo allevatore che non si stancherà mai nel corso dei prossimi anni ad aiutarvi - a trovare il partner giusto per il vostro cane adulto, per esempio, e di svelarvi trucchi preziosi per la crescita della cucciolata. Insomma, il bravo allevatore rimarrà sempre un punto di riferimento per voi. Basta chiederlo.

Traduzione: Sabine Middelhaufe
Revisione delle bozze: Silvia Nerini
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