Educazione
facile, facile
Di Alessandro Coppola
Mi piacerebbe, una volta per tutte, fare chiarezza su
alcuni termini che vengono utilizzati in cinofilia. Uomini
e cani, hanno caratteristiche sociali molto simili e i
paragoni che voglio proporre sono talmente semplici da
far sorridere.
Una persona educata è colui che, mantenendo la
propria personalità e le proprie opinioni, èin
grado di adattare i comportamenti ai contesti e alle condizioni
nelle quali si viene a trovare. Abbiamo quindi, inconsapevolmente
o meno, sviluppato differenti tipi di comportamenti a
seconda delle categorie di persone o condizioni che dobbiamo
affrontare: familiari, amici, conoscenti, sconosciuti,
rapporti di lavoro, rapporti d'amore, rapporti con le
autorità ecc. ecc. Non abbiamo subito alcun "addestramento"
in proposito. Il nostro buon senso e la nostra responsabilità,
caratteristiche del tutto soggettive, sono l'unica
guida
e l'unico metro della nostra educazione.
Un esempio: se durante un importante cena di gala non
conosco il tipo di bicchiere adatto alla degustazione
di un particolare vino, potrò, senza alcun imbarazzo,
chiedere questa informazione al sommelier che probabilmente
mi fornirà anche le ragioni di questa scelta. A
volte alcuni eventi della nostra vita sociale richiedono
un vero e proprio "addestramento" in mancanza
del quale, cortesia e buona educazione possono aiutare
a colmare questa lacuna.. |
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I
cani sviluppano i loro comportamenti proprio come
noi,
anzi, lo fanno attraverso di noi. Il "capobranco"
o padrone del cane fa le veci di quella che per noi è
stata la nostra famiglia di origine. La saggezza popo-lare
in tal senso ha, come spesso accade, coniato la migliore
espressione di questa condizione: "tale cane tale
padrone", come anche "tale padre tale figlio." Gli
unici strumenti, talvolta indispensabili, all'educa-zione
del cane, sono collare e guinzaglio. In questo modo,
uno
legato all'altro, cane e padrone saranno sempre benvoluti da
tutti e dappertutto, anche
se non |
si esibiranno in spettacolari quanto inutili e volgari
giochi da circo.
Un
giovane cane che accompagna il suo padrone al bar,
al
ristorante, al mercato, per le strade, al parco, in
giro per i boschi, in macchina, in vacanza o in
salotto con
gli amici, se tenuto legato o comunque sotto controllo,
avrà modo di osservare quello che gli capita
intorno e col tempo esibirà comportamenti
e iniziative adeguate a tutte queste situazioni. Si
potrà quindi
definire questo cane, educato, anche se non avrà frequentato
nessun corso specifico.
Durante i miei anni di formazione, ho frequentato
centri cinofili, corsi e raduni, costosi e propagan-dati.
Spero
che queste considerazioni, frutto delle mie esperienze,
possano servire ai neofiti di questa materia ed a
chiunque
provi interesse verso questi argomenti, a diffidare
di chi si rende sostenitore o inventore di particolari
tecniche
di educazione e ad investire tempo e patrimonio verso
le più delicate e profonde caratteristiche
della razza canina, parlo delle predisposizioni di
razza o dell'attitudine
ad un particolare tipo di vita e di lavoro. |
Queste
conoscenze sono fondamentali al fine di evitare
spia-cevoli
incomprensioni all'interno del binomio (cane-padrone).
Anche se non si è interessati a praticare
la caccia, il salva-taggio in acqua, la conduzione
dei
greggi, la
difesa del terri-torio o quant'altro, ma si vuole solo
avere un fedele compa-gno di vita, le informazioni
forniteci
da un esperto si rive-leranno utilissime, il feeling
con il cane potrebbe avere un incremento fin dell'80%
ed i
soldi saranno stati ben spesi.
Una tale indagine, andrebbe svolta prima dell'acquisto
del cane. Un buon comportamentista può fornire
utili consigli alla scelta del tipo di cane più
adatto alla propria persona-lità e l'investimento
nel tempo si dimostrerà più proficuoche
se ci si fosse affidati solamente a canoni estetici
o modaioli. |
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Un cane può vivere, se ben
curato, anche 15 o 16 anni e condizionare notevolmente
la nostra
vita nel bene e nel male, vale quindi la pena di scegliere
con ponderazione quello che potrebbe essere davvero
il nostro migliore amico.
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Un
metodo educativo come linguaggio comune fra l'uome e il
cane
Affinchè il fine ultimo non sia solamente l'ubbidienza
del cane ma una conoscenza reciproca ed una co-municazione
senza equivoci che va ben oltre l'impartire un comando.
Ed ecco che mentre mi impegno a descrivere con pazienza
e buona volontà le più alte considerazioni
che ho elaborato a proposito dell'ottimizzazione del
rapporto
fra uomo e cane, si presenta Batik "il cucciolo".
Simile ad un essere demoniaco porta il caos mangia
scarpe
e mobili, semina cacca e pipi per la casa, rimbalza senza
controllo nel cortile e cammina disordinatamente al
guinzaglio
durante le passegg-iate rischiando in continuazione
di far inciampare la sua padrona. |
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Claudia mi
offre un bicchiere di vino e mi chiede con-siglio.
Ho davvero delle difficoltà a liberare
la mano dalle fauci di questa specie di coccodrillo
domestico. Potrei
mentre finisco di bere il vino, raccontarle quanta
pazienza ho anche io avuto con i miei cani quando
erano cuccioli,
auspicarle tempi migliori e maggiori soddisfazioni
con
il passare del tempo poi salire in macchina e
tornare
dai miei fedeli Baki e Artù. Inaspettatamente
Batik si addormenta, la mano smette di sanguinarmi
e la mia
attenzione viene rapita dai delicati e sereni movimenti
del sonno del cucciolo. Il muso, le zampotte, le
orecchie
pendenti, il respiro, questi elementi o forse la poca
resistenza al vino, ma ormai mi sono commosso...Bene,
cominciamo dal
principio. |
Il
primo passo del metodo consiste nel fare la
conoscenza. Capire cosa per il nostro cucciolo
rappresenta uno
stimolo e cosa una tentazione prima che que-sti
si trasformino in una causa di litigio con
noi e
saperci in seguito proporre come punto di riferimento,
alternativa e soluzione di eventuali problemi.
Pro-prio
in questa delicatissima fase si possono creare,
infatti, i presupposti per lo sviluppo di
due opposte
caratteristiche del comportamento che determine-ranno
in modo fondamentale, la natura del rapporto
che
intendiamo costruire. Se
l'imprinting sarà caratterizzato da frequenti
correzioni, divieti
e rimpro- |
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veri,
facilmente maturerà
nel cane il germe della competizione. Con questi
cani è sempre una lotta, il loro motto è
"chi la dura la vince" ed i ruoli sono
contin-uamente messi in discussione. Diversamente,
se saprò presentare al cucciolo la vita
proponendogli nei giusti tempi, metodi di utilizzo
e conoscenza di cose e fatti, ad ogni novità
guadagnerò dei punti, le sue iniziative
cercheranno spesso la mia approvazione e presto
vedrò
germogliare il seme della collaborazione. Questi
cani, fedeli nei rapporti, affidabili nei comportamenti,
considerano come il miglior posto del mondo, quello
al fianco del proprio padrone. Modelli di rapporto
così estremi, servono solo a spiegare grossolanamente
cause e con-seguenze dei nostri comportamenti
ma
in realtà ritengo che le diverse sfuma-ture
percepibili, dal buon senso responsabile all'ansia
ossessiva, siano carat- |
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teristi che inevitabili
di qualsiasi rapporto affettivo. Presentarsi,
conoscersied avere una buona opinione l'uno dell'altro.
Le radici
di un buon rapporto si ali- mentano nel fertile terreno
della comunicazione.
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C'è di
mezzo il mare
Claudia appare soddisfatta della prima lezione
ed an-che io. Ritengo sinceramente che un
primo approcio
con il cane basato sull'osservazione e la conoscienza,
valga più di 1000 esercizi.
Torno a trovarla a distanza di una settimana
e trovo Batik molto cresciuto e Claudia ancora
stravolta
e di-sperata. Devo ammettere che questo giovane
Breton è davvero molto irrequieto e l'eccessiva
tolleranza del-la sua padrona non aiuta certo
a placare
le frequenti eruzioni di entusiasmo a cui è soggetto
il cucciolo. |
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Claudia
si mostra preparatissima nell'interpretazione del linguaggio
di Batik ma questa caratteristica, seppur indispensabile,
al momento volge esclusivamente a favore del cane che
senza particolare sforzo, vede soddisfatta ogni sua
richiesta. Da qui la necessita di creare, sin dal
principio, un
linguaggio nuovo ma comune. Inevitabile e meritato
giunge il sarcastico rimprovero della mia amica:"fra
il dire e il fare ..." Non mi lascio cogliere
impreparato in quanto il mare di cui mi parla, lo
conosco benissimo, è un
oceano di misteriosi particolari, affascinanti dettagli,
attimi che vanno colti con urgenza affinchè non
si tramutino in rimpianti, ma farlo è più facile
che dirlo. |
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Questa
volta non rimarrò a casa a farmi seviziare
da Batik ne mi lascierò inebriare dal vino,
senza lasciarle il tempo di lamentarsi più del
dovuto, la esorto a seguirmi in un bel giro per
i boschi. lo
e Claudia abbiamo appena varcato la soglia del cancello
mentre il piccoletto è già proiettato
verso qual- che improbabile e misteriosa destinazione.
Ha solo tre mesi e mezzo ma si comporta come se conosciesse
questi posti da anni. E' bello vederlo cosi sicuro
anche
se, indiscutabilmente, è lui a portare in giro
noi. Puntuale alle sue responsabilita, Claudia accellera
l'andatura, non vuole perdere di vista il suo cucciolo
neanche per un attimo e soprattutto non vuole che
gli
capiti qualche incidente senza poter intervenire con
la massima rapidità, è proprio una brava
mamma, condivido a pieno il suo punto di vista,
che
però esprimo con un differen-te atteggiamento.
Chiedo a Claudia di fermarsi, lei sembra capire che
questa mia richiesta ha a che fare con il metodo che
le voglio proporre ed anche se con qualche perplessità,
mi ubbidisce. Batik intanto continua la sua
folle corsa per qual- |
che
decina di metri, l'idea che la sua padrona non
sia nelle immediate vicinanze, non lo sfiora nemmeno,
ma appena realizza questa inaspettata novità,
ritorna sui suoi passi, rapido come quando si era
allonta-nato
ed appena giunto a poca distanza da noi, ci fissa
con uno sguardo insieme interrogativo e di rim-provero:"Non
so cosa vi sia passato per la testa, ma che sia
l'ultima volta, chiaro!" Ci viene da ridere
ma chiedo a Claudia di non commentare l'episodio
e di incamminarsi
insieme a me verso un altra direzio-ne, i reclami
di Batik non tardano e si trasformano addirittura
in capricci,
dopo qualche acuto abbaio finge di voler giocare
a strappare i miei pantaloni e le mie mani, insisto
nel
mostrarmi il più indifferen-te possibile
e non cedo alle sue provocazioni cosicché l'intrappendente
Batik si vede costretto a cam-biare i suoi programmi
a favore dei nostri.
Durante la nostra passeggiata è capitato diverse volte che Batik ci anticipasse
e che noi cambiassimo strada ma abbiamo sempre continuato a camminare chiacchierando
fingendo di non badare a lui (che in-vece era l'oggetto della nostra conversazione).
Infine, il cucciolo ci è apparso più maturo e responsabi- |
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le, la sua andatura ed il livello di attenzione
nei nostri confronti, decisamente mutati.
Non è sempre così facile ottenere
una diminuzione delle distanze fra il padrone
ed un cane iper attivo ma Batik è un
cane da caccia, un animale per natura affidabile,
e
pre-disposto alla collaborazione e per quanto
la vivacità di questi cani possa portare
i loro padroni a vivere alcuni momenti di
sconforto,
pazienza, amore e devozione, ver-ranno sicuramente
premiati con una corrispettiva dose di soddisfazioni.
Questa volta, Claudia non ha davvero niente
da rimproverarmi, non le mancheranno altre
occasioni
di litigio con il suo cane ma da adesso sa
di non essere sola ad affrontare questi momenti
perchè
ad affrontarli insieme a lei, ...c'è Batik.
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Ricapitolando
Del cammino che si è intrappreso diventando
padroni di un cane, e che ha come obbiettivo lo
sviluppo
del miglior rap-porto possibile, il 50% è basato
sull'osservazione.
Se è vero che:"Chi ben comincia è
a metà dell'opera", allora durante tutta
questa strada dovremmo essere stati in grado di
raccogliere
gli strumenti necessari a compiere un ulteri-ore
30% di percorso composto da atteggiamenti e posture
quali
la prevenzione, le iniziative, l'indifferenza, le
posizio- ni del corpo vicino al cane e nello spazio
rispetto al cane. Infine, se avremo saputo, con umiltà,
imparare educando, ci troveremo davvero ad un passo
dalla meta. Questo passo consiste nelllo sviluppo
di una delle più importanti caratteristiche
in un cane:"La sensibilità d'ascolto".
|
Questo
suono distinto da tutto il resto, è la voce
del mio padrone
L'ultima parte del metodo, a cui ho destinato
il rimanente 20% di cammino, consiste nel saper
riconosce-re
o creare apposta, delle situazioni ottimali durante
le quali anche un bambino sordo muto e straniero,
capirebbe ciò che gli viene chiesto, ed in quel momento,
solo in quel momento, intervenire. Quando mi trovo
a passeggio con il mio cane, decido di prendere una
direzione, lui se ne accorge, i nostri sguardi si incrociano
e mi corre incontro spontaneamente a tutta velocità, quello è il
momento migliore per dire: "VIENI!". |
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Una
tale condizione, di chiarezza ed entusiasmo, è
sicura-men te la più idonea all'educazione
di qualsiasi individuo. Dopo solo poche volte
che
avrò ripetuto l'esperimento, potrò
proporre la stessa parola al cane in una situazione
"non spontanea" con altissima probabilità
di successo. Quando appare smarrito perché,
giocando con altri cani o seguendo un odore,
mi
ha momentaneamente perso di vista, quello è il momento migliore per urlare:"ARTU'!"
e quando è vicino a me al guinzaglio
e sto aspettando di attraversare la strada, quello è il momento migliore per dirgli:"FERMO!" Palline
che rimbal-zano e ricatti con biscotti al fine
di ottenere l'at-tenzione e l'ubbidienza
del
cane, sono tecniche che, seppur di rapido effetto,
rischiano in breve tempo di provocare vizi |
e
comportamenti,
solitamente, indesiderati e di danneggiare inoltre
la spontanietà del rapporto verso cui questi
animali presentano una naturale predisposizione. L'amore
ed
il gioco non dovrebbero avere altro fine che loro stessi. |
Vivere
con semplicità e responsabilità il
rapporto con il cane senza lasciarsi sfuggirele possibilità
che la vita stessa ci mette, sempre, a disposizione. A
questo punto, raggiunto il traguardo, il resto della strada
è tutto in discesa. Ma chi vuole scendere a valle
dopo aver visto il paesaggio ed aver respirato l'aria
delle vette?
Sicuramente, i più arditi e i più curiosi,
si faranno es-ploratori e la sete di avventura li porterà alla
scoper -ta di altri sentieri, altri paesaggi, altri
infiniti tra-guardi. |
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I
cani Baki, Artù, Ciò ciò san,
Sky, Woody, Martina, Vasco e tanti altri, il gatto
Leo, la
micia Micia, ca-vallo Jack e gli altri cavalli ospiti
di Cascina Fico, le 5 galline, le 2 arnie di api,
l'enorme
pianta di fico che sto faticosamente ripulendo da rampicanti
e rovi, il piccolo orto e gli sconfinati boschi che
mi
cir-condano, il topo ucciso dalla faina, lo scoiattolo
lasciato cadere dal falco, le due enormi biscie precipi-tate
dalla mia grondaia, il capriolo che mi ascolta fischiettare
ecc. ecc. Tutti i giorni a modo loro,
in
si-lenzio, mi insegnano qualcosa di nuovo e di importante.
Mi piace pensare che il mio ruolo in questo posto,
in
questa vita, sia di fare da tramite fra loro e le persone
che non hanno la fortuna di poterli ascoltare in
prima
persona e mi impegno a riportare il più fedelmente
possibile tutto ciò che la mia sensibilità
sarà in grado di cogliere. A tutti auguro buon
cammino. |
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